È uno dei legumi più antichi di cui l’uomo abbia memoria, per secoli l’alimento che ha permesso ai contadini di sfamarsi in tempi di carestia. Parliamo della cicerchia: lathiros in greco, cicerula in latino, è un legume simile al cece nella forma e nel gusto.

Le cicerchie, oggi quasi cadute in disuso, meriterebbero di essere più conosciute.

La cicerchia nasce da una pianta erbacea molto robusta, che deve la sua grande diffusione soprattutto alla sua capacità di crescere senza troppe cure anche in condizioni difficili e di adattarsi a siccità o freddo. Il seme, diverso per ogni tipo di pianta, ha l’aspetto simile a un sassolino: è di forma irregolare e il colore va dal grigiastro al giallo opaco. Ricca di calcio e fosforo, la cicerchia contiene anche proteine e amidi, vitamina B1, B2 e PP e fibre. E sembra che proprio il consumo di cicerchia sia il segreto dei longevi abitanti di Campodimele, un piccolo paese in provincia di Latina oggetto di studi da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità per la bassissima incidenza di malattie cardiovascolari nella popolazione.

Calorie e valori nutrizionali delle cicerchie

100 grammi di cicerchie cotte in acqua bollente e poi scolate apportano circa 135 calorie, ripartite in: 51% di carboidrati; 11,5% di acqua, 28% di proteine, 6% di fibre alimentari e 1,5 % di grassi.

Le cicerchie presentano anche buona quantità di ferro, fosforo, calcio, potassio e vitamine del gruppo B. 

Proprietà delle cicerchie

Tra le caratteristiche principali delle cicerchie spicca sicuramente il loro alto contenuto di fibre che stimola il funzionamento dell’intestino e aumenta il senso di sazietà. Le proteine vegetali in esse contenute, poi, le rendono un alimento adatto agli anziani e ai soggetti di tutte le età, soprattutto in caso di debolezza o convalescenza. La notevole presenza di fibre alimentari aiuta poi a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue a beneficio del cuore e delle arterie. Inoltre le cicerchie contengono discrete quantità di calcio, fosforo, potassio e ferro, minerali utili all’espletamento di molte funzioni nel nostro organismo.

Le cicerchie fanno bene al cuore

La fibra solubile contenuta nelle cicerchie aiuta a ridurre il colesterolo LDL prevenendo le malattie tipiche del sistema cardiocircolatorio. Anche gli acidi grassi mantengono il cuore in salute, mentre le proteine vegetali hanno un effetto vasodilatatore che contrasta la vasocostrizione responsabile di infarti e ictus.

Le cicerchie combattono il diabete e l’obesità

Non solo la cicerchia è un alimento a basso indice glicemico, ma l’alta presenza di amido aumenta la tolleranza dell’organismo al glucosio. Inoltre, un’elevata assunzione di fibra alimentare, come quella contenuta nelle cicerchie, accresce il senso di sazietà e, allo stesso tempo, riduce l’assorbimento di sostanze nutritive come gli zuccheri, abbassando l’Indice di Massa Corporea.

Le cicerchie sono antiossidanti

Le cicerchie apportano un’ottima dose di flavonoidi, antiossidanti naturali che proteggono dalla comparsa di radicali liberi e patologie degenerative mantenendo giovane e in salute l’intero organismo.

Le cicerchie fortificano ossa e denti

Tra i benefici delle cicerchie c’è anche la capacità di fortificare ossa, denti e muscoli grazie all’alto contenuto di calcio, potassio e fosforo. 

Cicerchia, controindicazioni e effetti collaterali

I semi della cicerchia contengono una serie di composti tossici o antinutrizionali. Il più importante è un composto neurotossico chiamato semplicemente ODAP, acronimo di beta-N-ossalil-L-alfa acido beta-diamminopropionico, presente in tutti gli organi della pianta e contenuto nei semi in misura variabile da 0,3 a oltre 1 mg per g.

Latirismo e cicerchia

Questa è considerato la causa del neurolatirismo, una sindrome tossica neurodegenerativa che provoca la paralisi acuta della parte inferiore del corpo con emaciazione del muscolo del gluteo, associata a:

  • convulsioni
  • dolori muscolari e crampi
  • incontinenza urinaria.

Inoltre, la ricerca ha dimostrato che la concentrazione di ODAP aumenta nelle piante coltivate in condizioni stressanti legate all’ambiente e al contesto stagionale, o in condizioni di deperimento organico, aggravando il problema di tossicità.

In percentuale minore (fino al 3%) è presente anche un altro aminoacido tossico per il sistema nervoso che prende il nome di DABA, acronimo di acido alfa gamma-diamminobutirrico.

Latirismo: chi colpisce

La patologia del latirismo colpisce in modo sproporzionato i giovani, ma i motivi per questo genere di squilibrio non sono chiari.

Tuttavia, va precisato che la tossicità della cicerchia si può abbattere con alcuni accorgimenti prima e durante la cottura, come meglio descritto più avanti.

Inoltre, la cicerchia contiene anche altre sostanze (fattori antinutrizionali) che ne abbassano il valore alimentare. Oltre ad alterare la funzionalità della digestione riduce la quota di sostanze assimilabili (specie le proteine). Queste sostanze sono:

  • tannini condensati, il cui contenuto è in genere correlato con la pigmentazione dei fiori e dei semi: i genotipi a fiore bianco e seme chiaro presentano i più bassi contenuti, fino alla totale assenza;
  • composti responsabili di attività inibitrici della tripsina (TIA) e della chimotripsina (CIA), anch’essi presenti in quantità variabili correlate (positivamente) con quella dei tannini.

Troppa cicerchia: responsabile dei gas intestinali

La cicerchia contiene una cospicua quantità di fibra alimentare con alte concentrazioni di oligosaccaridi. Questi non vengono assorbiti o idrolizzati dal sistema digestivo umano ma vengono fermentati dai batteri del colon rilasciando gas e causando flatulenza. L’espulsione di questi gas è responsabile di disagio e disturbi o addirittura di dolore addominale. Al fenomeno si aggiunge anche l’interferenza prodotta dai fattori anti-nutrizionali sulla digestione che rendono il seme indigesto se consumato in forma grezza, sia dall’uomo che dalle specie animali monogastriche.

Non risultano condizioni particolari, oltre quelle già indicate, in cui il consumo moderato di cicerchie possa interferire con farmaci o altre sostanze.

Le cicerchie come cucinarle 

Le cicerchie si acquistano nei supermercati più forniti nella versione secca, oppure già cotte e conservate in barattolo. Nel primo caso è necessario ammollare le cicerchie 24 ore in acqua tiepida e salata per renderle più morbide e ridurre al minimo l’effetto dell’ODPA (aminoacido tossico). A questo punto le cicerchie vanno sciacquate e cotte in acqua bollente, diversa da quella dell’ammollo, per circa due ore. Se vuoi limitare i tempi usa la pentola a pressione.

Con le cicerchie cotte potrai preparare moltissime ricette: zuppe, insalate, sughi e polpette, proprio come faresti con qualsiasi altro legume ma con una marcia in più: il sapore leggermente acidulo e inconfondibile di questo legume antico che testimonia l’incredibile biodiversità presente in natura.