Ciro Grillo, nuova chat tra Silvia e l’amica norvegese dopo la notte in cui sostiene di essere stata stuprata

Emergono altre chat relative ai messaggi che Silvia ha mandato a un’amica subito dopo i fatti risalenti al luglio 2019. Silvia è la ragazza che giura di essere stata stuprata in Sardegna da quattro ragazzi conosciuti la sera prima in discoteca: trattasi di Ciro Grillo, Vittorio Lauria, Edoardo Capitta e Francesco Corsiglia. I quattro amici si professano invece innocenti, sostenendo che c’è stato un rapporto consenziente.

“La verità è che la sola cosa che sento dopo questa esperienza è che io non valgo niente… le persone mi usano soltanto quando e come vogliono e poi mi buttano via come spazzatura. E non parlo solo di sconosciuti ma anche di quelli che considero amici”. Lo scrive Silvia a una amica che dimora in Norvegia subito dopo la notte passata con Ciro Grillo e i suoi amici. Ad aver divulgato la chat è stato il Corriere della Sera.

Tali conversazioni in inglese sono state depositate fra gli atti che ora il giudice dovrà valutare. “Quello che hanno fatto quei ragazzi è pura manipolazione, e hanno approfittato di te”, risponde l’amica norvegese con cui Silvia è in contatto. E ancora: “Non importa se non hai urlato di smettere o roba del genere. Ti hanno manipolato umiliandoti. So che sei un po’ insicura e loro hanno fatto leva su questo per usarti. Questo è una colpa e un errore loro, al 100%”.

Sempre l’amica norvegese le scrive: “Io vorrei davvero che tu ti rivolgessi a un professionista, uno psicologo che ti aiuti a vedere che bella persona sei. Incolpare te stessa non è una cosa sana ed è sbagliato. Hai bisogno di capire che sei una brava persona”. “Va bene ci andrò”, le risponde Silva che considera le parole della confidente “un sollievo, non hai idea di quanto mi faccia sentire bene saperti dalla mia parte”.

“Andrò da un terapista, anche se non sono tanto sicura che farà la differenza (…) proprio non ce la faccio più — spiega in un messaggio successivo — sta diventando sempre più difficile capire perché succedono cose come queste e come evitarle… mi sento così frustrata che sto diventando matta”.

La ragazza norvegese cerca quindi di rassicurarla. Dall’altra parte la ammonisce consigliandole di stare lontano da gente “di m… da cui stare alla larga”. Nel mirino ci finisce anche Roberta, la giovane che era con Silvia la notte dei fatti su cui si sta indagando: “Non dovresti più circondarti di persone come lei”.

Secondo la confidente norvegese Roberta avrebbe dovuto dare più supporto a Silvia, soprattutto dopo che ascoltò la sua confessione (le disse quella mattina: “Mi hanno violentata tutti”). Silvia, infine, dice all’amica che “sto accumulando troppe cose, le sto mettendo da parte pensando di poter affrontare tutto, e invece sta tornando tutto indietro ed è un po’ opprimente”.