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Nelle fasi iniziali, il colesterolo alto (o ipercolesterolemia) è una condizione pressoché asintomatica, cioè non comporta vere e proprie manifestazioni indicative della sua presenza, tuttavia, le forme più gravi di ipercolesterolemia determinano l’insorgenza di alcuni segni clinici.

Il colesterolo può colpire per diversi motivi: dall’ereditarietà ad una condotta di vita malsana, con dieta ricca di grassi saturi, fumo, alcolici e scarso movimento.

Pur non arrecando, almeno apparentemente, alcun sintomo o disturbo al paziente, il colesterolo alto rappresenta uno dei principali fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, a cui viene riconosciuto il triste primato di essere la principale causa di morte nei Paesi industrializzati.

Per far tornare i livelli di colesterolo cattivo (LDL) nella norma, è fortemente consigliato cambiare stile di vita e alimentazione, a partire dal primissimo pasto della giornata. Incredibilmente ci sono una serie di abitudini a tavola di cui sottovalutiamo la pericolosità in generale ma anche rispetto alla colesterolemia che – come ben sappiamo – aumenta il rischio di malattie cardiovascolari come ictus e infarto.

Il primo errore che spesso commettiamo dopo esserci svegliati, lavati e vestiti è saltare la colazione: essendo considerato il pasto più importante della giornata, non va trascurato.

Oltre a darci la carica per tutta la giornata, infatti, attiva il metabolismo e secondo Kathryn Piper di The Age-Defying Dietitian contribuisce a tenere a bada il colesterolo cattivo. In una meta-analisi del 2020, i ricercatori hanno scoperto che il colesterolo LDL delle persone che saltavano la colazione era in media di 9,24 mg/dL superiore rispetto a quelle che iniziavano la giornata con un pasto.

Attenzione poi a non dimenticare le proteine a colazione che evitano picchi di glicemia nel sangue facendoci sentire sazi più a lungo: “La stabilizzazione del livello di zucchero nel sangue ti mantiene pieno più a lungo, previene gli spuntini casuali e notturni e supporta livelli di colesterolo sani nutrendo le ghiandole surrenali e gli ormoni tiroidei”, afferma Lacey Dunn, autrice di The Women’s Guide a Ormonal Harmony e proprietario di Nourish Well Nutrition. Un esempio di pratica corretta è aggiungere – checché se ne dica – un uovo accanto al caffellatte.

I biscotti così come ogni altro tipo di carboidrato raffinato, poi, non agiscono positivamente sui livelli di LDL. Anzi questo è l’errore più grave dal momento che aumentano i trigliceridi che poi influiscono sul colesterolo e sulla quantità di particelle di grasso nel sangue.

 I ricercatori hanni scoperto che solo una o due porzioni extra di carboidrati raffinati al giorno possono aumentare il rischio di malattia coronarica dal 10 al 20%.

Meglio puntare, allora, su cibi ricchi di fibre come i cereali: l’aggiunta di una o due porzioni di cereali integrali può ridurre il rischio della stessa percentuale. Infine – ma questo è più che scontato – se già soffriamo di colesterolemia, salsiccia, pancetta e wurstel a colazione sono completamente da dimenticare: le carni così tanto processate, infatti, apportano una quantità di sodio e grassi saturi nel nostro corpo piuttosto preoccupante.