Olive oil and olive branch on the wooden table

L’olio d’oliva è presente sulle tavole di tutti gli italiani ed è parte integrante della dieta mediterranea, riconosciuta a livello internazionale per le sue caratteristiche benefiche. Per chi soffre di colesterolo alto è fondamentale gestire in modo opportuno l’assunzione di grassi per evitare la formazione delle placche che sovraccaricano la capacità del sistema cardiocircolatorio, aumentando il rischio di patologie gravi come infarto e ictus.

Valori di colesterolo alti nel sangue possono determinare un rischio maggiore di sviluppare malattie a carico del cuore. E se non trattati in modo appropriato, possono portare a ictus e infarti. Una dieta adeguata, oltre eventualmente alla cura farmacologica prescritta dal proprio medico o dallo specialista, è un’alleata preziosa per proteggere l’apparato cardiocircolatorio. E quando si parla di stile alimentare non si intende solo quello che si mangia ma anche come gli alimenti vengono cucinati.

Per esempio, siamo sicuri di utilizzare l’olio più salutare quando prepariamo le fritture o altri piatti da portare a tavola? Esistono, si sa, diversi tipi di olio di origine vegetale: quello di oliva, quello di girasole, quello di mais e quello di cocco, solo per citarne alcuni. Per friggere, spesso si usa quello di mais che non sarebbe, però, l’opzione migliore. Secondo gli esperti, infatti, in caso di colesterolo alto un olio avrebbe più effetti benefici rispetto agli altri. Quale? L’olio di oliva.

L’olio d’oliva ha dimostrato di riuscire a ridurre i livelli di colesterolo cattivo (LDL – lipoproteine a bassa densità) grazie agli antiossidanti di cui è ricco. Questi, allo stesso tempo, non inciderebbero invece sul colesterolo buono (HDL – lipoproteine ad alta densità). E i benefici sono ancora maggiori con l’olio extravergine d’oliva, che essendo meno lavorato mantiene tutti i suoi nutrienti salutari per il cuore.

Uno studio di qualche anno fa, pubblicato dalla rivista specializzata ‘New England of Medicine’, confermava quanto cucinare con l’olio EVO sia un toccasana per l’organismo. I soggetti – tutti ad alto rischio cardiovascolare – sono stati divisi in tre gruppi, con differenti diete: dieta mediterranea, una dieta mediterranea integrata con olio EVO e una dieta di controllo.

È emerso che la dieta mediterranea con integrazione di olio extravergine di oliva o noci ha determinato una riduzione significativa dei rischi cardiocircolatori. Via libera, dunque, con moderazione all’uso dell’olio EVO nelle preparazioni. Anche il cuore ringrazierà.