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Alimentazione scorretta, sedentarietà, l’avanzare dell’età possono agire sul nostro metabolismo alterando i suoi delicati equilibri. Come risultato abbiamo valori oltre i limiti di colesterolo, trigliceridi o glicemia. In questi casi è importante agire fin da subito anche sul singolo parametro alterato e non sottovalutare una problematica che con il tempo potrebbe innescare un effetto domino.

Che cos’è la sindrome metabolica?

Con il termine “sindrome metabolica” si fa riferimento ad una condizione complessa conseguenza, tra le altre cose, di uno stile di vita scorretto. Possiamo parlare di sindrome metabolica quando sono presenti tre o più fattori metabolici alterati. Questi i valori da considerare:

  • circonferenza addominale ≥ 94 cm negli uomini e ≥ 80 cm nelle donne;
  • pressione arteriosa, maggiore o uguale a 130/85 mmHg o in terapia medica;
  • glicemia a digiuno, maggiore a 100 mg/dl o diabete conclamato
  • trigliceridemia, maggiore o uguale a 150 mg/dl;
  • colesterolo HDL, minore di 40 mg/dl negli uomini e 50 mg/dl nelle donne.

Quali sono le cause?

Le cause della Sindrome Metabolica possono essere:

  • un’alimentazione ricca di grassi saturi e di alimenti ad alto indice glicemico;
  • lo stile di vita sedentario;
  • uno stato di insulino-resistenza, responsabile della predisposizione a diabete, ipertrigliceridemia, ipertensione, alterazioni del microbiota intestinale;
  • l’obesità;
  • la predisposizione genetica.

La nostra alimentazione influenza anche la composizione della flora intestinale (microbiota) la quale, quando è costituita da un’alta varietà di specie batteriche e da un sano rapporto tra di loro, promuove il corretto uso dell’energia proveniente dagli alimenti e l’integrità della mucosa intestinale.

Un’alimentazione scorretta può alterare la composizione del microbiota intestinale con un aumento dei batteri che favoriscono l’assorbimento dei grassi ingeriti.

Tutto questo può determinare l’alterazione di parametri metabolici tipici della sindrome metabolica.

Valori metabolici alterati e Sindrome Metabolica: cosa è importante sapere

Quando i nostri parametri metabolici superano i valori consigliati, la prima cosa importante da tenere presente è che potremmo essere di fronte ad una problematica “progressiva”. Non è detto infatti che i valori di colesterolo, trigliceridi e glicemia si presentino alterati contemporaneamente.

Solitamente se ne altera uno, poi un altro e così via. Si parte da un singolo parametro alterato, e se non si interviene modificando lo stile di vita o in modo terapeutico, si potrebbe arrivare alla Sindrome Metabolica. Si produce una cascata di eventi che si amplifica con il tempo andando a coinvolgere tutto il sistema metabolico, immunitario e cardiovascolare.

Quindi è importante riconoscere e prevenire questo tipo di rischio anche in presenza di uno o più parametri alterati.

Il ruolo del microbiota

La nostra alimentazione influenza anche la composizione della flora intestinale (microbiota) la quale, quando è costituita da un’alta varietà di specie batteriche e da un sano rapporto tra di loro, promuove il corretto uso dell’energia proveniente dagli alimenti e l’integrità della mucosa intestinale.

Un’alimentazione scorretta può alterare la composizione del microbiota intestinale con un aumento dei batteri che favoriscono l’assorbimento dei grassi ingeriti.

Tutto questo può determinare l’alterazione di parametri metabolici tipici della sindrome metabolica.

Valori metabolici alterati e Sindrome Metabolica: cosa è importante sapere.

Quando i nostri parametri metabolici superano i valori consigliati, la prima cosa importante da tenere presente è che potremmo essere di fronte ad una problematica “progressiva”. Non è detto infatti che i valori di colesterolo, trigliceridi e glicemia si presentino alterati contemporaneamente.

Solitamente se ne altera uno, poi un altro e così via. Si parte da un singolo parametro alterato, e se non si interviene modificando lo stile di vita o in modo terapeutico, si potrebbe arrivare alla Sindrome Metabolica. Si produce una cascata di eventi che si amplifica con il tempo andando a coinvolgere tutto il sistema metabolico, immunitario e cardiovascolare.

Quindi è importante riconoscere e prevenire questo tipo di rischio anche in presenza di uno o più parametri alterati.

Prevenzione e dieta

È evidente che il primo passo riguardi l’alimentazione. È necessario ottimizzare la propria dieta per prevenire la sindrome metabolica e tutte le sue conseguenze, con l’obiettivo di raggiungere il proprio peso forma.

Limitate il consumo di alimenti carichi di carboidrati semplici, come bibite zuccherate, snack dolci, succhi di frutta. Vietato associarne più di due (ad esempio pasta e pane, riso e dolce, pane e patate) nello stesso pasto, che sia pranzo o cena. Riducete l’assunzione di cibi ricchi di sodio, grassi saturi di origine animale, vegetale e idrogenati (formaggi grassi, burro, carne, margarina, prodotti confezionati).

Sconsigliato anche mangiare troppo sale, e se proprio non volete farne a meno, usate quello iodato. Potete, in alternativa, insaporire le pietanze con aceto balsamico o tradizionale, spezie o limone. Eliminate cibi contenenti additivi o dolcificanti di sintesi che rallentano il metabolismo e danneggiano il fegato, sovraccaricandolo e diffondendo colesterolo e trigliceridi.

Lasciate spazio, invece, ad alimenti:

  • fonti di proteine, almeno uno in ogni pasto. Così facendo, è possibile contrastare l’assorbimento degli zuccheri;
  • frutta, nello specifico pere, mele, prugne,
  • frutta secca;
  • legumi come fagioli, lenticchie, quinoa, orzo, e verdura;
  • yogurt e latte magro, eventualmente di soia. Tutte fibre idrosolubili che scongiurano picchi insoliti di colesterolo “cattivo”, e controllano l’eccessiva assimilazione di glucosio e grassi a livello intestinale. Sono, infatti, cibi con basso indice glicemico.

Tra i più classici rimedi naturali, vi è quello di bere due cucchiaini di aceto di mele mescolati ad un bicchiere d’acqua. Suggerimento che, se seguito prima di ogni pasto, placa il senso di fame, e ripulisce l’organismo.

Sazietà auspicabile anche masticando a lungo semi di anice verde o finocchio. Combattere l’obesità attraverso un regime alimentare adeguato funziona a patto che si distribuiscano i nutrienti in modo uniforme all’interno della routine alimentare, costituita da quattro-cinque pasti privi, però, di razioni abbondanti.

Un equilibrio che funziona se abbinato a regolare attività fisica. È suggerito fare esercizi almeno quattro volte a settimana per 50-60 minuti, evitando interruzioni. Chi è ostile a programmi d’allenamento serrati e ripetitivi, può svolgere lunghe passeggiate al mattino, andare in bicicletta al tramonto, e prendere le scale al posto dell’ascensore. Abitudini efficaci anche per chi non soffre di sindrome metabolica. Gli effetti saranno positivi, a lungo e breve termine.