Colon irritabile, sintomi da non sottovalutare

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I disagi causati dalla sindrome del colon irritabile sono molti, una condizione di cui è complicato individuare le cause precise ed è caratterizzata da dolori e fastidi che possono debilitare chi ne è affetto. L’intestino irritabile colpisce circa il 10% della popolazione con una prevalenza circa doppia tra le donne rispetto agli uomini: la cronicità tipica di questa condizione, che non sempre si riesce a debellare completamente, fa sì che la sindrome dell’intestino irritabile sia spesso associata anche a stress fisico e psicologico.

Colon irritabile, sintomi principali

La sintomatologia della sindrome del colon irritabile è varia e poco specifica, anche in virtù del fatto che la condizione si presenta spesso insieme ad altri disordini e patologie. Esistono tuttavia alcuni sintomi che, più di altri, sono tipici dell’intestino irritabile e possono dunque fungere da campanello d’allarme. 

Come spiega Humanitas, secondo i criteri diagnostici internazionali un dolore o fastidio addominale emerso almeno sei mesi prima della diagnosi e presentatosi almeno tre giorni al mese negli ultimi tre mesi è da considerarsi un primo indicatore della condizione se associato ad almeno due sintomi tra una sensazione di sollievo dopo l’evacuazione, una modifica dell’aspetto delle feci o della frequenza delle evacuazioni stesse. In alcuni casi, a questi disturbi possono poi aggiungersi gonfiore addominale, crampi addominali, diarrea, stitichezza o una frequenza superiore alla norma nelle evacuazioni o la presenza di muco nelle feci.

Sintomi  dell’intestino irritabile

La combinazione di questi sintomi può portare alla diagnosi della sindrome del colon irritabile, che in ogni caso, puntualizza Humanitas, avviene per esclusione, vista l’assenza di malattie organiche che possano giustificare i disturbi emersi. I segnali principali dell’intestino irritabile possono tuttavia essere accompagnati da “sintomi di allarme”, chiamati così poiché più rari e potenzialmente indicativi di altre malattie più gravi. Tra questi ci sono la perdita di peso ingiustificata, l’insorgenza oltre i 50 anni, la presenza di sangue nelle feci, febbre, anemia e fastidio che permane anche in seguito ad evacuazioni. In questi casi si rendono necessari esami più specifici, che possono variare da un test delle allergie o per la celiachia a colonscopia o tomografia computerizzata.

Il ruolo dell’alimentazione

L’educazione alimentare è molto importante. Ci sono infatti alimenti che contribuiscono a peggiorare il problema, perché non vengono digeriti in maniera appropriata, richiamano acqua e creano gonfiore e tensione addominale.

Questi vengono raggruppati sotto l’acronimo F.O.D. M.A.P.:

·      Fermentabili;

·      Oligosaccaridi (zuccheri presenti nei cereali che contengono glutine e legumi);

·      Disaccaridi (nel latte e nei derivati);

·      Monosaccaridi (zuccheri semplici contenuti nella frutta, nei succhi di frutta e miele);

·      Polialcoli (nei funghi, cavolfiori e nei dolcificanti artificiali).

Tra gli alimenti da evitare ci sono la caffeina, gli alcolici e le bevande eccitanti che tendono a irritare la mucosa intestinale e intensificare ansia e stress.

In alcuni casi la sindrome del colon irritabile può essere associata, inoltre, all’intolleranza al glutine anche in assenza di conclamata celiachia: in questi casi una dieta priva o a ridotta quantità di glutine può aiutare a migliorare i sintomi.

Fondamentale per evitare che i sintomi peggiorino è ripristinare la flora intestinale, assumendo probiotici. E’ quindi consigliabile consumare regolarmente lo yogurt (meglio se al naturale).

Cosa mangiare per stare meglio

Il consiglio di consumare 5 pasti al giorno (3 principali e due spuntini) è una buona pratica per chi soffre di questa patologia. I pasti andrebbero consumati lentamente, senza fare bocconi troppo grandi per evitare di “incorporare” aria insieme al cibo; gli alimenti consentiti non andrebbero conditi troppo ma insaporiti in modo semplice. Si consigliano metodi di cottura leggeri (ad esempio, al forno, al vapore o alla griglia) evitando qualsiasi tipo di frittura. Un’altra buona abitudine è quella di bere delle tisane lenitive (almeno una volta al giorno) per alleviare lo stato infiammatorio. Tra queste consigliamo l’infuso di malva, tiglio, melissa e valeriana.

Rimedi per il colon irritabile

Come anticipato, la sindrome dell’intestino irritabile può presentarsi come una condizione cronica caratterizzata da sintomi che tendono a riacutizzarsi periodicamente. Sebbene non esistano terapie specifiche, è possibile intervenire direttamente sui disturbi avvertiti al fine di alleviarli. A chi soffre del colon irritabile è consigliata l’attività fisica, una dieta equilibrata che escluda cibi o bevande che provocano un peggioramento dei fastidi, l’utilizzo di integratori o probiotici oltre a farmaci mirati a curare eventuali stati di ansia o depressione che in alcuni casi possono accompagnare l’intestino irritabile.