Come acquistare un buon panettone: classifica dei migliori e i consigli di Iginio Massari

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Il panettone è il re dei dolci natalizi: anche nelle case dove si apprezza maggiormente il pandoro, un buon panettone a tavola, per tradizione, non manca mai. Negli ultimi anni si è fatta molta strada l’abitudine di comprare o regalare il panettone artigianale, realizzato da grandi chef o da maestri pasticceri: un regalo elegante e utile, che finisce per rallegrare cenoni e colazioni festive.

Ma come acquistare un buon panettone, che sia o meno artigianale? A dispensare i suoi preziosi consigli Iginio Massari, celebre pasticcere bresciano diventato anche un iconico personaggio televisivo: la pasta di un buon panettone deve essere gialla, il che significa che le uova usate sono di ottima qualità e vengono da galline alimentate a granoturco. Si deve sentire il profumo dell’arancia, quella grattuggiata nell’impasto e non quella candita aggiunta dopo, e il panettone deve essere molto morbido: la morbidezza è il chiaro segnale della qualità del prodotto.

Anche Altroconsumo ha stilato il catalogo delle caratteristiche che deve avere un buon panettone: la forma deve essere a fungo, con la cupola che deborda dalla carta e la crosta deve essere compatta e di colore uniforme, il pirottino di carta rigido e il taglio a croce sulla crosta deve essere presente e ben evidente. Al taglio il panettone deve risultare soffice e senza difetti evidenti, ben alveolato.

Canditi e uvetta devono essere abbondanti e la loro distribuzione uniforme, i canditi devono essere morbidi e fra di loro deve essere anche il cedro. Un buon panettone deve avere fra gli ingredienti il burro, uova a pasta gialla e lievito naturale.

Alcune di queste caratteristiche possono essere verificate leggenda l’etichetta, altre le scopriremo soltanto quando tireremo fuori il panettone dall’involucro e lo taglieremo: per andare sul sicuro basta scegliere una delle creazioni del maestro Iginio Massari, anche se dovete affrettarvi, perchè in genere già a inizio dicembre i suoi panettoni sono sold-out!.

Come conservare al meglio in casa panettone e pandoro

La conservazione del panettone e del pandoro è una preoccupazione che nelle prossime settimane sarà presente in molte famiglie. Questi dolci natalizi hanno già cominciato ad affollare gli scaffali di supermercati e grandi magazzini e saranno gli assoluti e dolci protagonisti delle vacanze natalizie. Proprio la grande quantità di prodotti presenti fa venire il dubbio della loro conservazione una volta aperti, portando le persone a chiedersi quanto dura un panettone aperto. Va detto che, per legge, su ogni confezione viene indicata una data di scadenza, valida tuttavia soltanto per il prodotto chiuso.

Vanno fatte alcune precisazioni riguardo alla durata di conservazione del panettone e del pandoro industriali che sono stati aperti. Il primo va tenuto nel suo involucro di plastica o, se esso è stato rovinato, in un sacchetto, in modo da mantenerlo ben fresco. Se si tiene il dolce milanese lontano dal sole si può arrivare a conservarlo fino a 25-30 giorni dal momento della sua apertura. La migliore conservazione è garantita da canditi e uvette, che rilasciano acqua impedendo alla pasta di seccarsi. Il panettone farcito con crema e cioccolato, invece, una volta aperto va consumato nel giro di 3 giorni.

Rispetto al panettone, il pandoro presenta una durata di conservazione più lunga. Ciò è determinato dalla presenza di uova e burro e dalla sua lavorazione piuttosto complessa e articolata, che prevede ben tre fasi di lievitazione. Come per il panettone, anche il dolce veronese va conservato all’interno del suo involucro, in un sacchetto di plastica o anche in un contenitore di latta. Il pandoro industriale può arrivare a essere consumato anche 40 giorni dopo la sua apertura, elemento che lo rende un dolce davvero durevole e adatto ad eventuali ricette con i suoi avanzi.