Il basilico è un’erba estremamente profumata e fragrante e le sue foglie delicate, dal sapore distintamente aromatico, vengono usate maggiormente nella cucina mediterranea e quella asiatica. Il nome latino scientifico, Ocimum basilicum, deriva dal termine greco “ basilikon ” che significa “pianta reale, maestosa”, il che riflette una tradizione che anticamente considerava il basilico come una pianta nobile e sacra.

Come coltivare il basilico in vaso

Il basilico cresce tutto l’anno, ma predilige i mesi estivi. É facile farlo crescere in casa, sul balcone o in giardino, in una posizione soleggiata e riparata; la terra va mantenuta umida sebbene non vada bagnato eccessivamente – troppa acqua diluisce il sapore delle foglie – e le infiorescenze vanno tagliate per incoraggiare la crescita delle foglie.

Il ciclo naturale di questa pianta aromatica prevede la semina all’aperto a maggio-giugno e la crescita fino alla fine di ottobre. È una pianta stagionale quindi in inverno è naturalmente destinata ad appassire, spargendo i semi intorno al suo fusto per poi germogliare nuovamente con l’arrivo dell’estate. Per non rinunciare al piacere di questa pianta aromatica anche nella stagione fredda, ecco qualche consiglio e stratagemma su come coltivare il basilico in vaso.

Solitamente, il basilico viene acquistato in contenitori di plastica da diverse piantine. Questi vasi non sono adatti per l’intera stagione ed è meglio provvedere subito a travasarlo in vasi di coccio più grandi.

Per effettuare il travaso servono terriccio comune e dei guanti da potatura. Capovolgete il vasetto per estrarre la zolla intera e separate la terra in sezioni contenenti circa tre piantine ciascuna senza spezzare le radici.

Prendete il vaso di destinazione e coprite parzialmente il foro sul fondo con un pezzetto di coccio. Aggiungete un paio di dita di terriccio e posizionate i gruppi di piantine ad almeno 5 centimetri di distanza tra di loro. Aggiungete il terriccio necessario per riempire il vaso e innaffiate delicatamente le piantine.

il basilico ama il sole e teme più di tutto il freddo. Sotto i 10 gradi (temperatura raramente raggiunta in Italia) è facile che la pianta muoia, mentre ovunque ci sia un terreno umido, ricco di sostanze organiche e ben esposto al sole, riuscirà a crescere rigogliosa in qualunque stagione. Questo accade perché il basilico è una pianta annuale, quindi durante la stagione invernale seccherà in maniera fisiologica.

La scelta del vaso è ininfluente, purché ci sia sufficiente terriccio, è la sua posizione ad essere essenziale. La pianta dovrà essere raggiunta direttamente dai raggi del sole, annaffiata spesso (soprattutto durante la fase della semina) creando il giusto ambiente umido. L’orario migliore è la mattina. Dopo la prima semina, il basilico germoglierà entro un paio di settimane.

La raccolta, invece, può essere effettuata già dopo un mese, partendo dalle foglie più grandi ovvero le più datate. Qualora dovessero iniziare a spuntare dei fiori, sarà necessario potarli in modo da permettere alla pianta di crescere più folta e robusta.

Quando annaffiare il basilico

Il basilico è un’aromatica esigente in termini idrici, al contrario della salvia o del rosmarino. In primavera e in autunno, andrebbe annffiato una volta al giorno, affinché il terreno sia sempre umido ma mai bagnato. Capita però di doverlo innaffiare più spesso o meno spesso.

Per capire se devi innaffiare il basilico, infila un dito nel terreno: basta una falange. Se ne esce asciutto o quasi, allora devi annaffiare. Se invece è umido, puoi evitare di innaffiare. Questo trucco può essere utile dopo le giornate di pioggia o molto uggiose, quando è facile che il terreno abbia trattenuto più acqua del solito.

In estate, capita che il basilico abbia bisogno addirittura di due innaffiature al giorno, specie se è in vaso. Se invece lo coltivi in uno dei nostri orti a Borgomanero, la pacciamatura ti aiuterà a mantenere il terreno umido senza aumentare la frequenza delle irrigazioni.

Cerca comunque di non innaffiare troppo il basilico. Non solo per evitare le conseguenze che vedremo nel prossimo paragrafo, ma anche per mantenerne la qualità intatta. Troppa acqua e troppo concime peggiorano il gusto del basilico.

Come capire se gli hai dato troppa acqua

Il basilico ama l’acqua, ma questo non significa che tu lo debba affogare. Se quando infili il dito nel terreno ne esce fradicio, significa che per quella volta hai esagerato. Ci sono però altri segnali meno immediati e più pericolosi da considerare.

Come capire se hai dato troppa acqua al basilico.

  • Foglie cadenti e molli, proprio come quando è rimasto per troppo tempo senza acqua.
  • Foglie gialle, che cadono nel giro di pochi giorni.
  • Striature nere e marroni alla base del tronco, sintomo di marciume.

In questo caso non c’è proprio niente da fare? Dipende: se hai innaffiato il basilico troppo per molti giorni di fila, è possibile che sia irrecuperabile. Vale comunque la pena tentare un salvataggio in extremis.

Come salvare il basilico morente.

Smetti di annaffiare. Se l’eccesso di acqua deriva dalla pioggia, coprilo con una piccola serra a freddo.

Elimina le foglie gialle, che sono irrecuperabili e tolgono energia alla pianta.

Se serve, elimina tutta la porzione di pianta malata. Anche nei casi di potatura più estrema, lascia sempre almeno un paio di nodi dai quali far sviluppare foglie e rami nuovi.

Lascia asciugare anche terreno e radici scavando con molta attenzione intorno alla pianta. Non è una soluzione ottimale: tienila in caso di innaffiature davvero estreme

Basilico, un ottimo rimedio naturale

Infine, il basilico è un rimedio naturale indicato per la cura di svariati disturbi, soprattutto quelli dell’apparato digerente. Infatti, si tratta di un’ottima terapia in caso di coliche (l’olio essenziale contenuto nelle foglie è utilizzato per calmare gli spasmi intestinali), ma anche per placare la nausea in caso di eccessi alimentari.

In alcuni casi sia le foglie che l’olio essenziale possono svolgere un’azione curativa nei confronti di malattie respiratorie quali raffreddore, asma, tosse e bronchite. Infine, pare che il suo aroma riesca a tenere lontane le zanzare.