Sindrome text neck, che cos’è? Al giorno d’oggi l’utilizzo di smartphone, ipad, computer portatili è molto diffuso. Quante persone si vedono per strada, sui mezzi pubblici o addirittura al ristorante col capo chino sul proprio telefonino? Quanti ragazzi trascorrono le ore a chattare e giocare? Circa l’87% degli adolescenti tra i 14 e 18 anni negli Stati Uniti ed il 79% in Inghilterra possiede ed utilizza uno smartphone. La percentuale aumenta ulteriormente tra i giovani adulti ( 92%).

Chi utilizza frequentemente gli smartphone, nella stragrande maggioranza dei casi, assume posizioni errate che possono produrre effetti alquanto devastanti sulla colonna vertebrale.

L’utilizzo sbagliato dei telefoni comporta, infatti, una flessione cervicale caratterizzata da un incremento dell’attività muscolare a livello di collo, spalle e schiena. Questa postura, con la testa flessa in avanti, è uno dei fattori di rischio per la sindrome “text neck”.

Assumendola si caricano passivamente le vertebre cervicali di un peso che va dai 12 ai 27 kg. Se quindi siete soliti passare, come molti, dalle 2 alle 4 ore guardando smartphone e/o tablet piegando eccessivamente il collo, sappiate che trascorrete in questa posizione errata dalle 730 alle 1460 ore annue, sufficienti per causare lesioni alla colonna.

Esistono alcuni rimedi finalizzati a migliorare la postura e in grado di attenuare le conseguenze pericolose: innanzitutto, tenete lo smartphone davanti al volto o all’altezza degli occhi; evitate di passare molte ore ogni giorno sullo smartphone e fate pause frequenti; se guardate in basso verso lo smartphone fatelo utilizzando solo gli occhi, piegando il meno possibile il collo.

La perdita della curvatura naturale della cervicale porta ad un aumento della tensione su collo e spalle, traducendosi in rigidità e dolori. Male eccessivo? In questo caso, rivolgetevi ad un fisioterapista.