Cosa attira le zanzare e perché non attaccano tutti alla stessa maniera? Non si tratta solo di selezione, ma anche di velocità con cui agiscono. Una domanda da un milione di dollari che ha trovato finalmente risposta.

Gli scienziati hanno spiegato cosa è che rende delle vere e proprie “calamite” determinati soggetti. È l’odore della pelle a determinare la selezione. Ognuno ne ha uno specifico, si tratta di caratteristiche chimiche ce rendono ‘unici’ e che non variano nemmeno se ci si è lavati da poco. I detergenti non riescono a nasconderle, almeno non ai percettori delle zanzare.

“Mia madre, mia sorella, la gente per strada, i miei colleghi, tutti vogliono sapere“: ha dichiarato Leslie Vosshall, neurobiologo ed esperto di zanzare presso l’Howard Hughes Medical Institute e la Rockefeller University. Ed è proprio l’interesse pubblico che ha spinto lo scienziato ad approfondire l’argomento.

Per giungere alla scoperta decisiva è stato raccolto un campione di 64 persone, alle quali sono state fatte indossare delle calze di nylon sulle braccia. Nonostante fossero inodore non sono state un deterrente per le zanzare che sono riuscite a percepire determinati odori corporei.

Il passaggio successivo è stato prelevare dei pezzetti di calze da due diversi partecipanti e metterli in un contenitore con all’interno delle zanzare Aedes aegypti di sesso femminile. Le osservazioni sono durate per mesi e tantissime sono state le combinazioni, fino a quando non è arrivata la conferma. Alcune persone sono più attraenti di altre.

Come le zanzare scelgono chi mordere

Adesso che si sa cosa attira le zanzare, si può dire che sono determinati profili olfattivi a determinare l’effetto calamita. Sono i livelli più alti di acidi carbossilici a fare la differenza. Chi ne produce di meno è ‘salvo’.

Si tratta di composti organici comuni prodotti nel sebo e, nell’uomo, a livelli più elevati rispetto ad altri animali. Ma evidentemente ci sono delle differenze anche all’interno della stessa specie. Alcuni soggetti sono particolarmente sfortunati e la quantità prodotta non rende loro vita facile.

Anche se determinare i livelli degli acidi carbossilici fuori dal contesto del laboratorio è difficile, questi rimangono relativamente costanti nel tempo. Insomma, il proprio profilo rimane invariato e chi non attira le zanzare non lo farà in futuro.

Inoltre, potrebbero essere anche i batteri della pelle, che immagazzinano gli acidi carbossilici, a essere particolarmente attraenti.

Omar Akbari, biologo cellulare e molecolare dell’Università della California, ha analizzato i risultati raccolti dai ricercatori e pensa che questa teoria si possa applicare anche ad altre specie di zanzare.

Conoscere cosa attira le zanzare non deve far perdere le speranze a chi ha determinate caratteristiche organiche. Questo studio, infatti, potrebbe essere prezioso per la produzione di repellenti ad hoc e certamente più efficaci.

Il segreto a cui sta lavorando il biologo potrebbe essere quello di aggiungere nuovi batteri al microbioma naturale della pelle per modificare il profilo olfattivo.

Cosa attira le zanzare: evoluzione mirata?

Il perché gli acidi carbossilici e i batteri che li accompagnano siano particolarmente attraenti per le zanzare è ancora oggetto di studio. Ma il team di ricerca ha una teoria ancora da confermare.

Le zanzare potrebbero essersi evolute in maniera tale da individuare più facilmente gli esseri umani. L’uomo produce questi elementi chimici in quantità maggiore rispetto ad altri animali e quindi questi insetti potrebbero essersi specializzati nella localizzazione attraverso una caratteristica unica.