Il pepe rosa è anche fonte di piperina, un alcaloide che agisce direttamente sulla termogenesi, la trasformazione dei cibi in energia.

Per questo, utilizzare il pepe rosa durante i pasti ti aiuta a bruciare le calorie assimilate, smaltendo più in fretta i depositi di grasso. Questo principio attivo presente nel pepe rosa ha anche la capacità di stimolare la secrezione dei succhi gastrici, cosa che lo rende perfetto al momento dei pasti. Come per il pepe nero, ne è sufficiente davvero una piccola quantità per ottenere benefici.

Tisana anti-accumuli al pepe rosa

Pancia gonfia, cerchio alla testa, sonnolenza: questi sintomi indicano un rallentamento metabolico. Le bacche di pepe rosa sono un valido aiuto perché svolgono anche un’azione depurativa sull’intestino grazie alla presenza di gommo-resine. Un modo insolito per usarle è in una tisana antiadipe. Fai così: scalda 250 ml di acqua in un pentolino, aggiungi 3-4 pezzetti di buccia di mela biologica, ricca di acido ursolico, che accelera il metabolismo; unisci poi un cucchiaino di zenzero grattugiato, e una macinata di bacche di pepe rosa (puoi anche sminuzzarle in un mortaio, aggiungendone un pizzico alla tisana). Lascia in infusione per 7-8 minuti, filtra e bevi.

Se lo usi sulla frutta, non ti gonfi

L’uso del pepe rosa si abbina perfettamente anche alla frutta e l’accoppiata è perfetta soprattutto se questa tende a gonfiarti. In particolare, il pepe rosa è ottimo abbinato con i frutti tropicali, particolarmente ricchi di enzimi e quindi più digestivi, come la papaya, l’ananas, il frutto della passione o il mango. Puoi preparare una macedonia da gustare come spuntino con pezzetti di papaya, un kiwi e tre, quattro di bacche di pepe rosa, insieme a un cucchiaino di mandorle tritate.

Annusa il suo olio essenziale: scacci la fame nervosa

In un momento di noia o tristezza la tentazione di consolarsi con qualcosa di dolce è in agguato. In questi casi metti in un diffusore per ambienti un paio di gocce di olio essenziale di pepe rosa, che trovi nelle erboristerie più fornite. Ottenuto da foglie e corteccia dello Schinus molle, l’olio essenziale di pepe rosa ha effetti rasserenanti asnti fame nervosa. Lo hanno dimostrato alcuni ricercatori brasiliani, in uno studio pubblicato sulla rivista European Journal of Pharmacology: l’effetto è attribuito a un particolare flavonoide (la rutina) che è in grado di stimolare la produzione di serotonina e dopamina, ormoni del buonumore, capaci di contrastare anche la fame nervosa.

Controindicazioni e dosaggio consigliato

Il pepe rosa viene utilizzato sotto forma di decotto per aiutare a combattere dolori mestruali e reumatici o mal di denti e le infezioni, ma anche per aiutare a favorire la guarigione delle ferite. Deve essere consumato in piccole quantità perché al suo interno contiene una sostanza tossica. Non va quindi utilizzato:

  • da chi possiede disturbi gastrointestinali;
  • donne in gravidanza;
  • da chi è affetto da reflusso gastroesofageo;
  • in presenza di ulcera peptica, gastrica e duodenale;
  • da chi soffre di colon irritabile;
  • se si soffre di diarrea, emorroidi e ragadi anali.

Caratteristiche fitoterapiche del pepe rosa

Sembrano invece più importanti le caratteristiche fitoterapiche legate alla composizione di particolari molecole – soprattutto lipofile – dotate di un certo impatto sull’organismo. Sono coinvolti, in particolare, i costituenti dell’olio essenziale.

Nella medicina tradizionale, in virtù delle sue proprietà antimicrobiche, il pepe rosa trova utilizzo soprattutto nel trattamento topico delle ferite e delle infezioni cutanee.

Ha trovato applicazione anche come antidepressivo, ma con risultati poco brillanti sull’uomo. Recenti studi condotti sui topi invece, riferiscono un possibile effetto misurabile sul tono dell’umore.

Il falso pepe ha discrete potenzialità diuretiche; inoltre, sembra possedere una buona caratteristica anestetica per il mal di denti, per i reumatismi e per i disturbi mestruali.

Il pepe rosa ha anche un’ottima funzione insetticida, ma non è chiaro se tale proprietà possa essere impiegata – oltre che in agricoltura – a scopo vermifugo sull’uomo.