Il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha chiarito alcuni punti riguardanti il reddito di cittadinanza, bersagliato su più fronti: di recente la misura è stata nuovamente attaccata dal centrodestra, in particolare dal leader della Lega Matteo Salvini, che al Meeting di Rimini ha dichiarato che oggi “è nata una maggioranza per rivedere il reddito di cittadinanza”, scatenando una vistosa reazione da parte di Conte. D’altro canto, nemmeno il Pd appare molto intenzionato a farsi scudo per tutelare la battaglia del M5s.

Conte sul reddito di cittadinanza: “È un fatto di necessità e di civiltà”

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, l’ex premier Giuseppe Conte ha però chiarito: “Resto a quanto ha dichiarato Draghi, che condivide la necessità di questo sistema di protezione. L’iniziativa del centrodestra, spalleggiata da Italia viva, non potrà avere successo, perché il reddito di cittadinanza è un fatto di necessità oltre che di civiltà”.

Conte ha però ammesso che esistono ancora margini di miglioramento per la misura: “Alcune necessità di modifiche scaturiscono tutt’al più dalla sua messa in pratica. Perciò dico sì a un tavolo che monitori la sua efficacia, rafforzi i controlli per evitare abusi e favorisca il dispiegamento di tutti i vantaggi per gli imprenditori collegati alle assunzioni”.

Sulla tenuta dell’attuale governo, che sembra finalmente aver raggiunto un equilibrio, seppur precario, Conte non si è espresso: “Non voglio entrare in questa discussione che anticipa i tempi e rischia di togliere tranquillità al governo in carica, al quale bisogna invece assicurare tutto l’appoggio perché possa affrontare le sfide dell’autunno”.

Pensioni, le proposte di Conte

Il presidente del M5S ha spostato il focus su un altro tema importante, quello delle pensioni: “A dicembre scadrà quota 100. Avremo uno scalone di 5 anni. Si parla molto di quota 41, ossia di consentire la pensione a chi ha 41 anni di contributi, ma sarebbe molto onerosa. Avviamo piuttosto un confronto per ampliare la lista dei lavori gravosi ed usuranti sulla base dell’indice Istat di speranza di vita. Sarebbe un percorso razionale ed equo. L’alternativa è il pensionamento anticipato a 63 anni in base alla sola quota contributiva, con la possibilità a 67 anni di una integrazione in base alla quota retributiva. Poi c’è la questione Fisco: viste le difficoltà ora sarebbe giusto rinviare le cartelle esattoriali”.

Conte attacca Salvini sull’immigrazione

Poi Conte ha sferrato un attacco a Salvini, sua nemesi dalla caduta del primo governo di cui il leghista era vicepremier, e per tutta la durata del governo giallorosso. In particolare, l’ex premier ha affrontato il tema dei migranti: “Ma lui che cosa ha fatto sull’immigrazione? Già quando era un mio ministro cercai di fargli capire che un problema così complesso non si affronta con demagogia, facendo la voce grossa in televisione, sui giornali e sui social”.

“Gli chiesi, senza successo, di migliorare il sistema dei rimpatri – ha aggiunto Conte – ma non ci riuscì pur avendo i pieni poteri di ministro. Avrebbe dovuto lavorare con costanza nella cornice europea, dove non è mai stato troppo presente. Senza contare che i decreti sicurezza hanno messo per strada decine di migliaia di migranti dispersi per periferie e campagne. L’eliminazione della protezione umanitaria ha impedito a molti migranti di entrare nel sistema di accoglienza e ad altri di farli uscire in quanto non aventi più titolo, con il risultato che migliaia di migranti sono diventati invisibili. Insomma, Salvini da ministro dell’Interno sui rimpatri e sull’immigrazione ha fallito. È un dato di fatto”.

Parallelamente, Conte ha difeso l’operato della ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, costantemente bersagliata da Salvini: “Lamorgese è molto competente, sa come muoversi. A Malta riuscì a strappare un accordo che prefigurava la gestione Ue dei flussi mediterranei. Poi è arrivato il Covid, con il conflitto libico e la crisi tunisina. Situazioni che Salvini non ha dovuto fronteggiare”.

Poi il leader del M5S è tornato sulla polemica scaturita dalle sue parole sulla crisi afghana: “La frase è stata tagliata ed estrapolata. Io aggiungevo anche che erano ‘parole tutte da verificare’. È stata una polemica del tutto pretestuosa”.

Conte: “No all’obbligo vaccinale”

Conte ha speso qualche parola anche in merito all’assalto al gazebo M5S da parte di alcuni no-vax: “Si tratta di poche persone fuori di testa, che in un modo egoistico e irrazionale fanno male a sé stesse e alla comunità nazionale. Persone che non hanno alcuna giustificazione”.

Ma sul tema dei vaccini, Conte ha ribadito la propria posizione a tutela della libertà di scelta: “Il Movimento è assolutamente a favore delle vaccinazioni. Non ravviso i presupposti dell’obbligo vaccinale perché la maggioranza degli italiani lo ha già fatto e continuerei a puntare sul binomio ‘libertà/responsabilità’. Ma ciò non ha nulla a che vedere con le fobie antiscientifiche”.