Conte, il futuro in politica: le cariche pensate per l’ex premier

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Ancora cambiamenti nel Movimento 5 Stelle. Dopo la fuoriuscita del pasionario storico Alessandro Di Battista, che oggi non risulta più nell’elenco degli iscritti, ci potrebbero essere importanti novità ai vertici. L’ex deputato potrebbe portare con sé i pentastellati più ortodossi, delusi dal groverno Draghi e dalle tante alleanze politiche strette negli ultimi anni. Rimarrebbe un movimento più compatto, con l’ala più istituzionale pronta a definire la linea del futuro del partito.

Tanti indizi punterebbero all’ingresso ufficiale di Giuseppe Conte nel M5s con un ruolo di rilievo. Lo stesso Luigi Di Maio in diretta Facebook aveva detto che con l’avvocato del popolo si sarebbe trattato di “un arrivederci. Spero che il Movimento lo possa accogliere al più presto”.

Il futuro di Conte nel Movimento 5 Stelle: la decisione di Grillo

Beppe Grillo starebbe vagliando, secondo quanto rivela La Stampa, di istituire per Conte una carica ad hoc, con una modifica dello statuto penstatellato. Due le ipotesi in campo.

La prima è quella che l’ex premier diventi una figura esterna, riprendendo il ruolo di “federatore dei riformisti” e cementando le relazioni con i potenziali alleati di Pd e Leu.

L’altra vede Giuseppe Conte alla guida, come primus inter partes del nuovo direttorio del Movimento 5 Stelle, che sostituirà il capo politico. In entrambi i casi lo statuto dovrebbe essere modificato, visto che la bozza prevedeva che “il primo tra uguali” fosse scelto a rotazione. I legali del partito hanno inoltre sottolineato la necessità di colmare alcuni vuoti normativi del documento.

Conte capo del direttorio M5s: gli altri membri della segreteria

La composizione di quella che sarà, de facto, la nuova segretaria del Movimento 5 Stelle è ancora in fase di definizione. La bozza dello statuto prevede che diventino parte del direttorio due membri del Governo, due del Parlamento e uno degli enti locali.

Luigi Di Maio non avrebbe ancora sciolto la riserva, anche se fonti pentastellate riferiscono che non dovrebbe far parte della dirigenza, visto il passato da capo politico M5s. Tra i papabili anche Alfonso Bonafede, Virginia Raggi, Lucia Azzolina, Fabio Massimo Castaldo e Danilo Toninelli.

Direttorio del Movimento 5 Stelle: i grandi esclusi e i motivi

Fuori dai giochi potrebbero rimanere Dino Giarrusso e Paola Taverna, visto che, secondo le faq sul sito del Movimento “non possono avanzare la propria candidatura gli iscritti che siano sottoposti a un procedimento disciplinare o che abbiano subito la sanzione, eventualmente anche in via cautelare, della sospensione”.

Nei confronti dell’ex Iena, tra i volti più amati dagli elettori gialli, era infatti scattato un provvedimento per i suoi rapporti con i lobbysti del British American Tobacco. La senatrice era invece finita nel mirino perché accusata di non aver restituito l’indennità parlamentare, trasgredendo al regolamento interno.

Caos M5s: pronti i nuovi gruppi degli epurati in Camera e Senato

La misura sui procedimenti è stata inserita, spiega La Stampa, per impedire ai 41 nuovi espulsi che hanno votato contro la fiducia al governo Draghi, su tutti gli apprezzati Barbara Lezzi e Nicola Morra, di candidarsi come membri del direttorio. I parlamentari epurati hanno deciso di fare una class action, facendo ricorso in Tribunale contro la decisione dei probiviri.