Il coprifuoco, sarà posticipato molto probabilmente alle 23, il settore del wedding ripartirà a metà giugno mentre i centri commerciali potranno tornare ad accogliere clienti anche nei fine settimana forse già dal 22 maggio. E non è escluso che si arrivi ad una revisione dei parametri che determinano il cambio di colore delle Regioni: al posto dell’Rt diventerà determinante l’occupazione dei posti letto in terapia intensiva.

Altre prescrizioni sotto esame sono lo stop ai ristoranti al chiuso, alle piscine coperte, ai centri commerciali nel weekend, al settore del wedding. La maggioranza discuterà, Draghi ha indicato la strada della “gradualità”, anche per evitare l’effetto ‘liberi tutti’. La prossima settimana potrebbe esserci un nuovo cronoprogramma con le indicazioni sul riavvio di alcune delle attività bloccate.

Con la curva dei contagi e delle vittime che continua la lenta discesa, mai così pochi dall’8 ottobre scorso, il progressivo svuotamento delle terapie intensive e la campagna di vaccinazione che ormai procede senza particolari intoppi, la linea dell’esecutivo resta quella di procedere nel programma delle riaperture. Ma mantenendo sempre quel principio di gradualità e prudenza più volte sottolineato dal presidente del Consiglio Mario Draghi, per fare in modo che non si debba tornare indietro.

Anche perché, è il ragionamento che viene fatto, i numeri ‘veri’, quelli in cui ci sarà la fotografia di quanto avvenuto a partire dalle riaperture del 26 aprile, si cominceranno a vedere solo con il monitoraggio di venerdì prossimo. Ed è questo il motivo principale per il quale non ci sarà l’eliminazione delle misure, a partire dal coprifuoco, come vorrebbero parte del centrodestra, Iv e buona parte delle Regioni. Matteo Salvini lo ha chiesto anche oggi, spalleggiato dai governatori del centrodestra, da Giovanni Toti a Luca Zaia. “Aperture, aperture, aperture, ritorno al lavoro senza coprifuoco.

La verifica dei prossimi giorni sarà poi l’occasione per indicare anche gli interventi che interessano quei settori che non hanno ancora ripreso l’attività. Il wedding, ad esempio, dovrebbe ripartire il 15 giugno; e una data dovrebbe arrivare anche per le piscine al chiuso.

Il centrodestra è in pressing per anticipare già a lunedì prossimo l’apertura dei ristoranti al chiuso e delle palestre (prevista invece per il 1 giugno), dei centri commerciali nei fine settimana – domani i 1.300 punti vendita sparsi in Italia abbasseranno le saracinesche per protestare proprio contro la prolungata chiusura – mentre per i parchi tematici si punta al primo giugno (ora fissata al primo luglio) ma difficilmente le richieste verranno accolte. E’ molto probabile invece che ci sia un ragionamento sulla richiesta che arriva dalle Regioni di rivedere l’Rt: con il sistema in vigore, se si va sopra l’1 si passa automaticamente in arancione e con 1,25 in rosso.