La prima cosa da fare in caso di intossicazione dopo il contatto con una sostanza chimica è contattare il centro antiveleni o il pronto soccorso più vicino. Spesso, però può essere difficile fornire indicazioni precise soprattutto nel caso in cui abbiamo usato particolari prodotti chimici. Come fare? Controllando il codice UFI.

Secondo l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) più della metà delle chiamate ai centri antiveleni riguarda i bambini. Nel 40% dei casi sono state riscontrate vere difficoltà a identificare i prodotti incriminati, portando gli operatori a consigliare talvolta trattamenti inutili.

Per aiutare a soccorrere nella maniera più giusta esiste la notifica europea delle miscele pericolose: scopriamo insieme cos’è il codice UFI, l’identificatore unico di formula.

Questo codice di 16 caratteri è apparso dal 2020 sulle etichette di molti prodotti ed entro il 2025 sarà obbligatorio per tutti quelli classificati come pericolosi. Raggruppa informazioni circa usi, componenti e tossicità. Insomma, esserne in possesso può facilitare gli operatori dei centri antiveleni nel consigliare il trattamento corretto.

Prodotti su cui si può trovare il codice sono: stick di colla, deodoranti per ambienti e candele profumate, pitture, prodotti per la pulizia di casa, scarpe e automobili. Detersivi, ammorbidenti e prodotti per la pulizia di lavatrice e lavastoviglie. Ma anche su prodotti per il giardino, inchiostri per stampanti, pitture e miscele per le sigarette elettroniche.

Calcestruzzo, malta e prodotti per l’edilizia, combustibili per lampade e accendi-fuoco liquidi. Toner e inchiostri per stampanti.

Il codice UFI non si trova invece sulle etichette di shampoo, tinture e lacche per capelli e prodotti farmaceutici, perché disciplinati da leggi differenti.