A Trieste crescono i contagi e i ricoveri legati al Covid, è allarme negli ospedali, terapie intensive oltre le soglie critiche.

La situazione di Trieste continua ad essere allarmante. Le cause che stanno facendo salire i contagi Covid e i ricoveri nella città giuliana sono diverse.

Secondo gli esperti, tre sono i fattori principali: la presenza negli ultimi giorni dei cortei No Green Pass, l’affollato via vai di lavoratori transfrontalieri provenienti da paesi confinanti colpiti dall’espansione rapida della pandemia, e il basso tasso di vaccinazione. Di circa 200mila abitanti, 70mila non sono immunizzati.

Covid Trieste, la situazione ospedaliera

Oggi si è toccata quota 143, due in più di ieri, tra 19 in terapia intensiva e 124 in altri reparti ordinari. Numeri che certificano che si è oltre la soglia nazionale del 10% per i reparti intensivi su 175 posti letto potenzialmente attivabili mentre nelle aree mediche la percentuale è di quasi il 10% di posti occupati su 1277 rispetto al limite fissato del 15% (in questo caso la soglia limite non si è ancora oltrepassata. Si supera con 192 ricoverati).

Trieste, ricoveri Covid in crescita: sospesi alcuni servizi sanitari ordinari

Nel frattempo si lavora per riorganizzare la situazione ospedaliera. Nelle scorse ore i vertici della sanità regionale hanno adottato misure straordinarie, spiegando alcune novità che implicano alcune sospensioni relative ai servizi ordinari. Altrimenti detto disagi per creare nuovi posti letto. Necessario anche un dirottamento di parte del personale da dedicare ai malati Covid.

“Preoccupano molto” i dati sull’andamento dei contagi Covid a Trieste, “la previsione per il momento è una curva in salita, siamo in piena ascesa”, ha dichiarato, come riporta il Corsera, il direttore generale di Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina e Antonio Poggiana, durante un incontro a Trieste.

Nelle scorse ore i vertici della sanità regionale hanno adottato misure straordinarie, spiegando alcune novità che implicano alcune sospensioni relative ai servizi ordinari. Altrimenti detto disagi per creare nuovi posti letto. Necessario anche un dirottamento di parte del personale da dedicare ai malati Covid.