Covid, a Wuhan l’Oms indaga su conigli tassi e furetti

L’équipe dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che si è recata in Cina per indagare sul Sars-Cov-2 ipotizza il coinvolgimento di altre due specie animali nell’origine della pandemia. I principali indiziati sarebbero i tassi e i furetti, endemici del Sud Est asiatico, e i conigli in vendita nei banchi del mercato di Wuhan e che potrebbero essere portatori del coronavirus. Lo riporta il Wall Street Journal.

Le indagini si stanno concentrando ora per ricostruire la catena di fornitori degli animali, in particolare nelle zone dove sono stati trovati i pipistrelli positivi a un coronavirus molto simile a quello che è causa di Covid-19 negli esseri umani. Le autorità cinesi non sarebbero state particolarmente collaborative con la squadra dell’Oms.

Diversi allevatori si troverebbero al confine con le province di Gaungdong, Guangxi e Yunnan, confinanti con Vietnam, Laos e Myanmar. In questi luoghi sono stati trovati i pangolini infetti, oltre alle colonie di pipistrelli che potrebbero aver contribuito a far fare al virus il salto di specie.

I tassi furetto “spiegherebbero come il coronavirus è arrivato a Wuhan”, ha dichiarato al Wall Street Journal lo zoologo Peter Daszak, spiegando che sono state trovate carcasse di questi animali nelle celle frigorifero del mercato. Nonostante non siano stati rinvenuti esemplari positivi, questa specie si è dimostrata portatrice di Sars-Cov-2.

Anche i conigli “si sono dimostrati particolarmente suscettibili al Sars-Cov-2”, ha spiegato l’esperto dell’Oms. Le prove finora raccolte dall’Oms porterebbero a confermare l’ipotesi secondo cui il primo focolaio sarebbe quello del mercato di Wuhan, confermando l’origine animale del coronavirus. L’organizzazione ha chiesto alla Cina di effettuare test anche sugli allevamenti di visoni, che si sono rivelati essere un veicolo del virus in Europa.