Covid, Bassetti parla di scuola e variante Delta mettendo in guardia il governo

Matteo Bassetti, primario di Malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova, non è uomo di mezzi termini. Nei suoi interventi televisivi e sulla stampa ha sempre tenuto toni schietti. L’ultima sua intervista non ha fatto eccezione. Parlando ai microfoni della trasmissione L’Italia s’è desta, su Radio Cusano Campus, ha affrontato diversi temi relativi alla pandemia di Covid.

“Mi pare che l’Italia non possa fare a meno del Covid, soprattutto la stampa – ha chiosato Bassetti -. La sensazione è che non si voglia mollare un osso che è molto florido. Gli altri Paesi guardano avanti, se guardiamo i giornali degli altri Paesi le notizie sul Covid non sono più in prima pagina. Anziché far vedere la variante Delta come la miglior promozione dei vaccini, siamo riusciti a farla diventare la miglior promozione per ritornare al passato”.

“Due dosi – aggiunge – proteggono perfettamente da questa variante. In Inghilterra vediamo un aumento dei contagi tra i giovani, ma non un aumento di ospedalizzazioni e decessi, questo perché i vaccini funzionano”.

Bassetti, come molti altri suoi colleghi, assicura che la variante Delta ad agosto sarà predominante anche in Italia: “Oggi abbiamo un protocollo molto chiaro per chi viene e va dall’Inghilterra. Non vedo perché dovremmo preoccuparci”.

La questione si collega alla questione relativa agli Europei di calcio in corso. Più precisamente al match tra Inghilterra e Ucraina che si terrà tra pochi giorni a Roma.

“O decidiamo che gli inglesi non debbano più venire in Italia – ragiona Bassetti-, con quello che ne consegue dal punto di vista economico, oppure una partita di calcio è una partita di calcio. L’Europeo itinerante è stato un bel segnale di ritorno a una normalità, seppur controllata; è una delle poche cose giuste fatte dalle istituzioni europee in questi mesi”.

A proposito di istituzioni, il virologo, stavolta intervenendo nel programma Gli Inascoltabili in onda su Nsl radio, lancia il suo personale monito al governo guidato da Mario Draghi. “Se non riuscissimo a tornare a scuola a settembre – afferma – sarebbe un fallimento totale di questo Paese. Credo che in questo caso si dovrebbero dimettere tutti, dal Presidente del Consiglio a scendere. Non ci voglio neanche pensare che a settembre non si possa tornare a scuola”.

“Gli altri paesi sono già tornati a scuola – aggiunge Bassetti -. Nel 2021/2022 l’anno scolastico deve essere come è stato il 2018/2019. Dobbiamo rendere la scuola più sicura e lo possiamo fare solo con uno strumento: vaccinare i ragazzi dai 12 anni in su e mettere in sicurezza scuole medie e superiori. Continuare nelle scuole elementari con la mascherina in classe o almeno nelle zone comuni”.

“Manca poco per uscire dal tunnel – conclude l’esperto-. Se quest’estate riusciremo a fare la formica e vaccinare l’80-85% degli italiani, noi ad ottobre avremo dei casi che fondamentalmente saranno gestibili. Se riusciamo a raggiungere quell’85% io credo che il tunnel ce lo possiamo lasciare alle spalle. La situazione attuale è diversa da quella del 2020. Se vaccineremo ancora di più dal tunnel saremo fuori”.