Covid, chi è obeso rischia di più: lo studio

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L’obesità è uno dei principali fattori di rischio di morte prematura e dell’insorgenza di molte malattie. Dal diabete di tipo 2 ai tumori. Secondo le ultime ricerche scientifiche l’obesità è un fattore che rende più fragile la salute anche nei confronti del Covid-19. La conferma arriva da una ricerca rilanciata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha stabilito l’esistenza di una stretta correlazione tra l’eccessivo peso corporeo e i decessi per coronavirus: 9 decessi su 10 per Covid si sono verificati in Paesi caratterizzati da alti livelli di obesità.

Lo studio condotto dalla World Obesity Federation (che rappresenta scienziati, medici e ricercatori di oltre 50 associazioni) ha mostrato che i tassi di mortalità sono 10 volte più alti lì dove almeno il 50% della popolazione risulta in sovrappeso.

La ricerca offre nuove indicazioni anche sul perché le persone in alcuni Paesi muoiono a ritmi maggiori dopo aver contratto il coronavirus rispetto ad altri. Per quanto concerne le campagne vaccinali, l’età è considerata come il fattore che influisce in maniera maggiore sugli esiti gravi della malattia, ma secondo il Wof, come riporta l”Agi’, la nuova ricerca “mostra per la prima volta come l’obesità sia il secondo elemento” da prendere in esame.

Alla luce di ciò, è richiesta pertanto una corsia preferenziale nelle campagne di vaccinazione per chi è in sovrappeso.

Secondo Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, lo studio “deve fare da campanello d’allarme per i governi di tutto il mondo”, che devono combattere l’obesità.

Covid e obesità: gli altri dati

Anche l’analisi degli ultimi dati sulla mortalità per Covid della Johns Hopkins University e di quelli dell’Osservatorio sulla salute globale dell’Oms sull’obesità aveva stabilito che 2,2 milioni dei 2,5 milioni di morti globali avvenivano in Paesi con alti livelli di obesità.

Covid-19: chi è obeso rischia di più? Ecco cosa c’è da sapere

Il virus nelle persone obese può causare infatti sintomi e complicazioni più gravi. «In diversi studi recenti è stato confermato il ruolo dell’obesità come fattore incidente sulla prognosi dell’infezione», commenta Nicoletta Bocchino, biologa nutrizionista. «Secondo le evidenze scientifiche per le persone al di sotto dei 60 anni l’obesità sarebbe un fattore di rischio per la gravità e la necessità di ospedalizzazione e di terapia intensiva», dice l’esperta. «I pazienti affetti da obesità infatti soffrono di una serie di disturbi che li predispongono alle infezioni virali soprattutto a quelle respiratorie, come il diabete di tipo 2, l’infiammazione cronica di basso grado che provoca un aumento della produzione di citochine, molecole infiammatorie circolanti, l’ipertensione». Ciò implica una serie di problematiche rilevanti per la salute pubblica. «Basti pensare che la percentuale delle persone obese, cioè che hanno un indice di massa corporea (BMI) superiore a 30, in Italia, ma anche nel resto del mondo, è molto elevata».