In piena prima ondata di Covid-19, si era iniziato a parlare di ‘long Covid’ e delle problematiche connesse a sintomatologie di lungo corso dopo l’infezione da coronavirus.

A partire da quelle relative a danni polmonari per arrivare a quelle di carattere neurologico. Nelle ultime settimane ci si è concentrati sulle possibili conseguenze relative alla sfera sessuale, e in particolare ai possibili danni sulla fertilità maschile. Ora uno studio americano lancia l’allarme anche sulla capacità di erezione maschile e addirittura sulla possibile riduzione delle dimensioni del pene.

Lo studio

E’ quanto emerge da uno studio portato avanti dall’Albany Medical College e riportato dal World Journal of Men’s Health, dove i casi di disfunzioni tra gli uomini sono stati molteplici.

La ricerca, riportata da il Fatto Quotidiano già lo scorso maggio, rivela come i ricercatori abbiano analizzato il tessuto del pene di un 65enne e di un 71enne guariti dal Covid da sei mesi, trovando tracce del virus in entrambi. A condurre la ricerca è stato Ranjith Ramasamy, che ha spiegato come i soggetti abbiano iniziato ad avere problemi di erezione subito dopo l’infezione da Covid-19.

Il caso

A riaprire il dibattito è stato un trentenne americano, che in un Podcast ha raccontato la sua esperienza in seguito al contagio da Covid-19. Il giovane, che prese il virus nell’estate del 2021, ha spiegato che dopo essere uscito dall’ospedale ha avuto problemi di erezione che sono migliorati con cure mirate.

Inoltre il ragazzo ha notato che il proprio pene si era rimpicciolito di 3,5 cm. Secondo i medici che l’hanno seguito, il problema era dovuto al danno vascolare nel tessuto erettile causato dal coronavirus.

Il dottor Charles Welliver, urologo presso il Centro di salute maschile dell’Albany Medical College, ha risposto direttamente all’interessato spiegando che il Covid-19, oltre a causare problemi respiratori, può portare a danni vascolari che si manifestano anche attraverso una disfunzione erettile.

La conferma dell’urologa

Sull’argomento ha detto la sua anche una urologa, Ashley Winter: “Il motivo principale per cui pensiamo che questo possa accadere è qualcosa che in gergo chiamiamo disfunzione endoteliale.

Riguarda quindi le cellule che rivestono i vasi sanguigni, che sono davvero importanti per la funzione di molti organi e che vengono infettate dal virus. Ciò significa che non sono solo i polmoni ad essere colpiti dal Covid. E poiché l’erezione è un evento che dipende dal flusso sanguigno, quando quei vasi sanguigni sono colpiti, si può avere la disfunzione erettile”.

Persone analizzate

Secondo quanto riporta Il Foglio da uno studio della University College London “è emerso che su 3.400 persone analizzate, 200 hanno riportato questo raro disturbo”.

Dunque, come dice la Winter, “Il pene da Covid è una cosa reale”, sebbene i numeri indichino, al momento, una percentuale di poco superiore al 5% di uomini guariti dal virus e interessati da questo tipo di effetto secondario. Per gli esperti americani, in ogni caso, alcune pratiche riabilitative potrebbero ripristinare le condizioni originali dell’organo.

Queste problematiche – hanno sottolineato i ricercatori – non si manifestano invece nelle persone vaccinate.