Covid, è allarme per la variante Delta in Italia: troppi pochi vaccini

Dati poco soddisfacenti per la campagna vaccinale, nonostante 19,6 milioni di cittadini siano immunizzati. Si tratta di un italiano su tre. Le somministrazioni giornaliere rimangono sopra le 500 mila dosi, ma i dati dell’ultima settimana fanno registrare un forte calo. Il calo è dovuto principalmente al taglio delle forniture di luglio, del 5%, per Pfizer e Moderna, che ha costretto le Regioni a rimodulare la campagna vaccinale.

Rimane ancora nettamente sotto la quota da raggiungere il numero degli over 60 che non hanno ancora ricevuto alcuna dose dei preparati. Si parla di circa 2,5 milioni di italiani. Sono diversi gli appelli arrivati da parte delle istituzioni alla vaccinazione per convincere i no vax e gli scettici, tra cui gli operatori sanitari contrari all’obbligo vaccinale.

“Con il calare dei contagi diminuisce anche la paura e c’è purtroppo chi pensa di aspettare ancora. È un errore drammatico che va scongiurato, se necessario andandoli a trovare a casa. Ci sono ancora troppi ultrasessantenni senza protezione”, ha dichiarato la ministra Mariastella Gelmini al Corriere della Sera.

Quando vedremo gli effetti della variante Delta sui contagi in Italia

Nel mentre si attendono gli effetti della diffusione della variante Delta in Italia. “Vediamo i dati fra 10 o 15 giorni e comunque l’uso della mascherina in questa fase resta fondamentale in tutte le occasioni di assembramento. Va sempre portata con sé”, ha spiegato all’Ansa il professor Massimo Ciccozzi.

L’epidemiologo molecolare dell’Università Campus Biomedico di Roma ha sottolineato che una sola dose di vaccino non basta per essere coperti contro questo ceppo virale, come dimostrato dai case report che il suo ateneo sta preparando e che saranno presto pubblicati.

Secondo un recente rapporto dell’agenzia governativa per la salute pubblica dell’Inghilterra, le prime dosi di Pfizer e Astrazeneca sono efficaci al 33% contro la variante Delta, rispetto al 50% della variante Alfa, meglio nota come variante inglese.

Anche per questo in Italia, oltre a premere l’acceleratore sulla campagna vaccinale, è necessario “migliorare e implementare il sequenziamento, pur avendo recuperato dallo 0,5% al 2,5%, considerando il 5% della soglia minima e quasi il 10% degli inglesi”.

“In questo momento i dati ci dicono che la variante Delta è entrata in Italia, non è ancora predominate e abbiamo dei focolai in varie regioni ma controllati, con una bassa incidenza che permette di tracciare”, ha spiegato ancora l’esperto. “In sostanza noi ora corriamo al fianco del coronavirus, ma dobbiamo anticiparlo. Occorre stare molto attenti con la sorveglianza”, ha concluso, evidenziando ancora l’importanza di combattere la variante attraverso screening a tappeto.