Covid, è allarme quarta ondata: cosa sta accadendo nel mondo

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Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie Usa lanciano l’allarme per l’imminente arrivo della quarta ondata di Covid generata dalle varianti del coronavirus. Entro la fine di marzo si potrebbe arrivare fino a 564 mila vittime solo negli Stati Uniti, quasi 50 mila in poco più di tre settimane, con una media di quasi 2 mila morti al giorno. Ne dà notizia l’Ansa.

Le autorità sanitarie federali hanno ribadito la loro contrarietà alla rimozione totale delle misure contro la diffusione del virus che sta avvenendo in diversi stati. I governati del Texas e del Missisipi hanno infatti annunciato la riapertura di tutte le attività e la caduta dell’obbligo di utilizzare la mascherina in pubblico.

Jen Psaki, nuova portavoce della Casa Bianca, ha dichiarato che Joe Biden spera che in tutti gli stati vengano seguite le direttive delle autorità sanitarie riguardo le restrizioni, al fine di salvare più vite.

In base ai dati forniti dai Cdc, i casi accertati fino a questo momento delle varianti del coronavirus presenti negli Usa sono 2.581 e riguardano la variante inglese, la variante brasiliana e la variante sudafricana. Le mutazioni, identificate in 44 stati, potrebbero tuttavia aver già contagiato molte più persone.

Infatti, riporta l’Ansa, negli Stati Uniti sono effettuate analisi a campione e non su tutti i nuovi casi di positività che emergono con il tampone.

Oms, allarme per l’aumento di casi da variante in Europa

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha fatto sapere che nel mentre sono in aumento i casi in Europa dopo sei settimane in cui la pandemia sembrava sotto controllo e i nuovi positivi erano in calo.

Hans Kluge, responsabile regionale dell’Oms, ha dichiarato che “i nuovi casi di Covid-19 in Europa sono aumentati del 9% a poco più di un milione. Ciò pone fine a un promettente calo di sei settimane nei nuovi casi, con più della metà della nostra regione con un numero crescente di nuovi contagi”.

In Germania il lockdown è stato prorogato fino al 28 marzo, anche se in forma più leggera, come deciso nel vertice degli stati federali del 4 marzo a Berlino. Da lunedì i tedeschi potranno riabbracciare amici e parenti, con il permesso di incontrarsi, fino a 5 persone esclusi i minori di 14 anni. Le prossime aperture arriveranno invece gradualmente.

L’Austria, con l’obiettivo di frenare la diffusione della variante sudafricana in Tirolo ha deciso di procedere con la vaccinazione a tappeto per tutta la popolazione sopra i 18 anni nel distretto di Schwaz. Per questo Pfizer anticiperà la fornitura di 100 mila dosi, come riporta l’Ansa. Il progetto dovrebbe poi essere esteso a tutto il territorio nazionale.

Covid, l’Australia chiude ancora e in Israele partono i concerti

L’Australia ha esteso la chiusura dei confini internazionali fino al 17 giugno a causa della diffusione delle varianti nel resto del mondo. Oltre 40 mila cittadini non potranno rientrare a casa, e sono proibiti tutti i voli all’estero, se non con un permesso specifico. La proroga della rigida misura per proteggere l’isola porta a 15 mesi il periodo in cui l’Australia è entrata in regime di isolamento.

Israele torna invece alla graduale normalità e sembra essere finita la terza ondata nel Paese. Nel primo week-end di marzo si terranno a Tel Aviv i concerti di quattro cantanti: Ivri Lider, Shalom Hanoch, Yarden Arazi e Dikla. Si esibiranno ognuno di fronte a 500 spettatori, che dovranno avere obbligatoriamente il green pass, il passaporto che certifica la somministrazione della seconda dose di vaccino.