Open Day e vaccino AstraZeneca ai giovani

Nei primi mesi della campagna vaccinale si è parlato molto dell’eventuale nesso tra i vaccini anti-Covid e alcuni casi di trombosi che si sono verificati dopo le somministrazioni. Ma un aspetto altrettanto interessante riguarda i rischi di trombosi a cui sono soggetti i pazienti Covid: uno studio coordinato dalla Genetica Medica dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese, pubblicato sul “Journal of Hematology and Oncology”, ha approfondito il tema.

Covid e trombosi, chi rischia di più: lo studio

Lo studio è stato coordinato dalla professoressa Alessandra Renieri. Nell’articolo, si legge: “Il tromboembolismo è una causa frequente di gravità e mortalità nel Covid-19. Tuttavia, l’eziologia di questo fenomeno non è ben compresa. Una coorte di 1186 soggetti, del consorzio GEN-COVID, infettati da Sars-CoV-2 con diversa gravità, è stata classificata per sesso ed età”.

Dalle osservazioni effettuate dal team guidato da Renieri è emerso che i maschi over 50 e quelli con meno testosterone sarebbero più soggetti al rischio di trombosi dopo aver contratto il Covid.

Il ruolo della selectina P

In particolare, viene esplicitato il ruolo di una proteina, la selectina P: “Lo stato iper-infiammatorio e iper-trombotico, dovuto alla lesione virale dell’endotelio vascolare, porta al rilascio di P-selectina da parte delle piastrine attivate, inducendo trombosi e infiammazione vascolare probabilmente in modo più efficiente in quegli individui con attività di selectina P potenziate”.

La professoressa Renieri scrive a margine dello studio: “Grazie al sequenziamento degli esomi, è stato individuato un gruppo di circa 500 pazienti maschili, di età superiore ai 50 anni, per cui il rischio trombotico era aumentato, per effetto della regolazione del gene Selp dal testosterone. Un’indicazione, questa, molto importante anche per indicare il percorso terapeutico più idoneo per ogni soggetto”.