Per raggiungere l’immunità di gregge è necessario vaccinare anche i bambini sotto i 12 anni: ma cosa ne pensano gli esperti? Negli Stati Uniti, la Fda ha chiesto alle aziende produttrici di estendere gli studi clinici sull’efficacia dei vaccini alla fascia anagrafica 5-11 anni. Altri scienziati, invece, sono più prudenti. Le posizioni di 5 esperti italiani.

Secondo l’immunologo clinico e allergologo Mauro Minelli, coordinatore per il Sud Italia della Fondazione per la Medicina Personalizzata, al momento “non mi pare ci siano elementi di pressione tali da far risultare la vaccinazione pediatrica anti-Covid argomento di significativo interesse, tanto da farne priorità nei protocolli di prevenzione”. Un’unica eccezione: i bambini andrebbero vaccinati solo in caso di storia nota di malattie che richiedano particolari attenzioni soprattutto sul versante immunologico o di bambini che abitino con adulti fragili e impossibilitati a vaccinarsi.

Perplesso anche il virologo Francesco Menichetti, primario di malattie infettive all’ospedale di Pisa: “Sarei un pochino cauto sui più piccoli”. Il motivo è sempre basato sul rapporto rischio/beneficio “che a regola si abbassa per i bambini”. Menichetti non è convinto che i più piccoli “siano a rischio né che siano i driver dell’infezione: è vero che è morta una bimba di 11 anni, ma era una bimba che aveva una problematica molto seria, quindi un soggetto fragile. Io mi riferisco a bambini sani, i fragili seguono un altro percorso”.

Paolo Biasci, presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), è più possibilista: “Le evidenze scientifiche restano la nostra guida. Quando ci avranno dimostrato che il vaccino è efficace e sicuro potremo cominciare le vaccinazioni e, ovviamente, saremo attivi e presenti nella campagna vaccinale. Come è stato già nella fascia di età tra i 12-16 anni”.

A favore della vaccinazione degli under 12 si esprime l’immunologo Paolo Rossi, dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù: “Se vogliamo combattere questa pandemia e vogliamo tornare a una vita normale dobbiamo arrivare a un’immunità di comunità e se lasciamo fuori i bambini e non li vacciniamo non riusciamo a raggiungere questa immunità di comunità”. “Sono favorevole alla vaccinazione e da immunologo sarei stato favorevole anche alla vaccinazione obbligatoria – ha aggiunto – perché i vaccini hanno salvato il mondo. E in una situazione come quella che stiamo vivendo non avrei avuto nessun dubbio”.

La pensa così anche Massimo Galli, direttore di Malattie infettive all’ospedale Sacco di Milano: “Quando gli studi avranno garantito la sicurezza per la somministrazione del vaccino anti-Covid anche agli under 12 sarà inevitabile passare all’immunizzazione dei più piccoli. Perché se in tutto il mondo lasceremo che il virus circoli tra i bambini, senza nessuna forma di contenimento, non lo fermiamo più. Vaccinare tutti è l’unico modo per fermarlo”.