Covid, gli scienziati alzano i toni: “Le 10 cose da fare subito”

3938

Tamponi di massa, luoghi per garantire l’isolamento durante la quarantena, regole per la sicurezza nelle scuole e sui mezzi pubblici: sono alcune delle “dieci cose da fare” indicate nella petizione lanciata dal think tank Lettera150 e dalla Fondazione David Hume, sulla base dell’ “operazione verità” chiesta la settimana scorsa da dieci studiosi tra i quali Luca Ricolfi, Giuseppe Valditara, Andrea Crisanti e Giovanni Orsina.

“Pensiamo che quello che non è stato fatto fra maggio e ottobre debba assolutamente essere fatto ora che l’epidemia è riesplosa e stiamo per vivere un nuovo lockdown per evitare che anche questa volta i sacrifici degli italiani siano dispersi al vento”. Si chiede “un impegno preciso e solenne del governo, che ne indichi costi, fasi di avanzamento e date di conclusione”.

La petizione, dopo aver sottolineato che alla luce della Costituzione il coordinamento e la programmazione delle politiche di tutela della salute degli italiani erano di competenza del premier Conte e dei suoi ministri, elenca i 10 punti strategici: tamponi di massa, scuole in sicurezza, dati epidemiologici accessibili, tracciamento, assembramenti e sanzioni, terapie intensive, distanziamento sui mezzi pubblici, vaccini antinfluenzali, medicina del territorio, Covid hotel.

Ecco i dieci punti indicati nella petizione:

  • Tamponi di massa, “nel quadro di una strategia rigorosa di ‘sorveglianza attiva’”
  • A scuola in sicurezza, considerando che “la maggior parte delle scuole non è in grado di ridurre il numero di alunni per classe (come avvenuto in molti paesi europei), né di garantire la misurazione della febbre, né di gestire i sospetti positivi”
  • Un database pubblicamente accessibile con tutti i dati necessari per affrontare efficacemente l’epidemia, come fin da giugno aveva chiesto in molti, a partire dall’Accademia dei Lincei. “Ad oggi ancora molti dati essenziali per la lotta al virus sono sconosciuti. Quanto ai dati della Protezione Civile, è incredibile che le poche informazioni fornite siano del tutto indisponibili a livello comunale, e che a livello provinciale l’unico dato fornito sia quello dei nuovi casi”
  • Il tracciamento come strumento di controllo della trasmissione del virus. – Non chiudere un occhio sugli assembramenti, effettuando controlli massicci e sanzionando le violazioni.
  • Mantenere la promessa di creare 3.500 nuovi posti di terapia intensiva. “Ad oggi – si legge nella petizione – si stima che solo 1.300 dei 3.500 posti aggiuntivi di terapia intensive, previsti dal governo a maggio scorso, siano operativi. Solo il 12 ottobre si è chiuso il bando di gara per le nuove postazioni”
  • Garantire un adeguato distanziamento su tutti i mezzi pubblici. – Assicurare un’adeguata e tempestiva disponibilità di vaccini anti-influenzali, anche nelle farmacie.
  • Mettere i medici di base in condizione di visitare i pazienti Covid, dotandoli dei necessari dispositivi di protezione individuale. –
  • Luoghi dove poter trascorrere la quarantena senza contagiare famigliari conviventi.

“Il Governo – si rileva – aveva promesso i Covid-hotel. In estate con il decreto legge 34 la gestione è passata dalla Protezione Civile alle Regioni. Asl e Ats stanno lanciando soltanto ora bandi per stipulare convenzioni con hotel e altre strutture”. “Basta tentennamenti. Su queste materie si gioca la possibilità del Paese di rialzarsi”, concludono.