Covid, il premier Conte fa il punto sulla situazione sanitaria, economica e politica

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Giuseppe Conte, durante la consueta conferenza stampa di fine anno organizzata dal consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti in collaborazione con l’Associazione della Stampa Parlamentare, ha fatto il punto sul difficile 2020 che si sta concludendo e sulle prospettive per il 2021. Le parole del premier arrivano dopo mesi difficili in cui per la prima volta in epoca contemporanea l’Italia – e più in generale il mondo intero – ha dovuto far fronte a una pandemia, quella scoppiata a causa del Coronavirus. Non solo: sul finire di quest’anno Conte si è ritrovato anche a dover affrontare dei delicati dissidi interni alla maggioranza di governo. Per quel che riguarda l’anno che verrà, la sfida più grande è far funzionale la campagna vaccinale di massa, oltre ad attuare il Recovery Plan.

Conte e il futuro della maggioranza: le parole del premier

Conte afferma che bisogna “accelerare” sulla verifica di maggioranza, così da poter  affrontare “nei primi giorni” del 2021 il capitolo Recovery Plan, che dovrà poi essere restituito alle “forze sociali e al Parlamento” per dargli una versione definitiva a febbraio.

Circa il pericolo di caduta dell’esecutivo spiega che si deve “avere una prospettiva di legislatura nel quadro dell’occasione storica dei 209 miliardi del Recovery plan”. “Ma non possiamo permetterci di galleggiare”, aggiunge. E ancora: “Il governo non vede disperdere il suo patrimonio di credibilità”.

Sempre sugli attriti interni alla maggioranza: “Il premier non sfida nessuno, ha la responsabilità di una sintesi politica e di un programma di governo. Per rafforzare la fiducia e la credibilità del governo e della classe politica bisogna agire con trasparenza e confrontarsi in modo franco. Il passaggio parlamentare è fondamentale. Finché ci sarò io ci saranno sempre passaggi chiari, franchi, dove tutti i cittadini potranno partecipare e i protagonisti si assumeranno le rispettive responsabilità”.

Conte sottolinea anche che il suo obbiettivo è programmare il futuro: “Non potrei distogliermi da questi impegni per impegnarmi in una campagna elettorale”.

Sul tema dei servizi segreti, su cui Renzi ha chiesto un passo indietro del premier, Conte dichiara: “La legge attribuisce responsabilità al premier, che si avvalga o meno delle deleghe. Chi chiede al premier che deve abbandonare la delega deve lui spiegare perché: è una prerogativa del premier. Altrimenti dobbiamo cambiare la legge”.

Infine chiosa: “Se verrà meno fiducia di un partito vado in parlamento. Ma non voglio pensare a scenario del genere”.

Conte sul vaccino contro il coronavirus: “Lo farei subito”

Conte sulla campagna di vaccinazione: “Io stesso per dare il buon esempio lo farei subito ma è giusto rispettare le priorità approvate dalle Camere. Quando inizieremo ad avere un impatto significativo potremo dire di aver concluso la fase uno, quando saranno vaccinate 10-15 milioni di persone, non credo prima di aprile”. Questa la data stabilita per tracciare un primo bilancio.

Tema imposizione o meno della cura: “Escludiamo la vaccinazione obbligatoria. Lasciamo che parta la campagna vaccinale. Vediamo il riscontro che ci sarà. Confidiamo di poter raggiungere una buona percentuale di popolazione anche su base facoltativa.

A proposito del forte impatto del Covid sull’Italia il premier dichiara: “Teniamo conto che l’Italia è stato il primo Paese europeo e occidentale in cui è scoppiata la pandemia in modo così incisivo. Questo ci ha complicato la risposta e abbiamo dovuto elaborare risposte che non ci consentivano di riprodurre quelle applicate altrove”. Poi aggiunge: “Aspettiamo a fare bilanci: avremo sempre il massimo impegno per limitare le limitazioni delle libertà personali. Nella seconda ondata le misure restrittive sono dappertutto e a volte anche in modo più incisivo che da noi”.

Capitolo dosi vaccino nei Paesi Ue: “Perché l’Italia non si è assicurata dosi di vaccini come la Germania? Italia, Francia, Germania e Olanda sono stati i primi paesi che in modo sintonico si sono mossi per l’alleanza per i vaccini, dopo aver già preso contatti con le ditte. Abbiamo consegnato la palla ala commissione Ue. È stata una scelta politica. L’Italia non ha tentato di assicurarsi altre commesse perché le dosi contrattualmente negoziate sono centinaia di milioni. E poi L’Italia non l’ha fatto perché all’articolo 7 del contratto della commissione europea c’è il divieto di approvvigionarsi a livello bilaterale”.

Conte sul pericolo terza ondata

“La potenziale terza ondata Covid l’affronteremo con le nostre misure. Dobbiamo solo capire se le varianti, come quella inglese, che hanno un tasso di contagiosità più elevato, ci richiederanno o meno l’aggiornamento delle nostre misure. Altrimenti il sistema per fasce col monitoraggio è assolutamente adeguato anche per la terza ondata”, spiega il premier che aggiunge: “L’esperienza che stiamo acquisendo in questa fase pandemica è che se riusciamo a coordinare le azioni saremo tutti più forti e resilienti”, dice a proposito dell’Ue.

Conte: “Auspico riapertura scuole secondarie il 7 gennaio”

“Auspico – spiega il premier – che il 7 gennaio le scuole secondarie di secondo grado possano ripartire con una didattica integrata mista almeno al 50% in presenza, nel segno della responsabilità, senza mettere a rischio le comunità scolastiche. Se, come mi dicono, i tavoli delle prefetture, hanno lavorato in modo efficace, potremo ripartire quantomeno col 50%”.

Sempre sul tema scuola: “Abbiamo approfittato di dicembre per un ulteriore passo avanti, in una logica di massima flessibilità. Abbiamo coinvolto i prefetti, con tutte le autorità coinvolte, per una sintesi. Abbiamo compreso che il sistema è così integrato che non è possibile decongestionare i flussi attorno alla scuola, anche per il trasporto pubblico locale, se non si integrano i comparti diversi. Le prefetture hanno avuto il compito di coordinare soluzioni flessibili, da valutare paese per paese, scuola per scuola. C’è stata disponibilità a differenziare gli orari di ingresso anche negli uffici pubblici”.

Conte sul Mes: “Decide il parlamento”

“A un tavolo di maggioranza – afferma il presidente – si può discutere di tutto, fermo restando che parlando di Mes, l’ho già detto, sarà il Parlamento a dover decidere se attivarlo o meno. Quello che va chiarito è che non possiamo usare tutti i prestiti in modo aggiuntivi, se lo facessimo avremmo vari inconvenienti. Nel 2020, sul fronte dei fondi, non siamo riusciti a spendere il 60%. Quindi c’è un limite alla capacità di spesa”.