Covid, il vaccino russo Sputnik V funziona? Mosca: “Pronti a fornire dosi per 50 milioni di europei”

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Prodotto dall’istituto di ricerca, epidemiologia e microbiologia Gamaleya, con sede a Mosca, in Russia, il Gam-COVID-Vac (questo il nome ufficiale dello Sputnik V) utilizza un agente patogeno innocuo come veicolo per infettare l’organismo con un piccolo frammento di coronavirus. In questo modo, il corpo viene esposto a una parte del codice genetico del virus e impara a riconoscerlo, evitando tuttavia che il contatto degeneri in un’infezione. Dopo l’inoculazione il sistema immunitario comincia a produrre anticorpi efficaci contro il Covid.

Sputnik V, quante dosi sono richieste

Sputnik V prevede la somministrazione in due tempi, attraverso dosi diverse l’una dall’altra: potrebbe essere utilizzato anche in combinazione con altri brevetti già immessi sul mercato, proprio come seconda dose per i casi in cui sia previsto un richiamo. Può essere conservato a temperature basse, ma raggiungibili da un semplice frigorifero da cucina.

Sputnik V, quanto è efficace

Dopo un’iniziale diffidenza, l’atteggiamento della comunità scientifica è cambiato in seguito alla pubblicazione sulla prestigiosa rivista ‘The Lancet’ dei risultati della fase 3 dei test sull’efficacia del vaccino russo. Sottoposti a sperimentazione sono stati 20 mila partecipanti, 2.100 over 60. L’efficacia è stata misurata al 91,6%, anche per i nuovi ceppi del virus. Manca uno studio che prenda in considerazione i bambini.

Sputnik V, l’Ema avvia la valutazione

L’Ema ha avviato la valutazione del vaccino russo Sputnik V. Lo ha reso noto lo stesso ente, che nel comunicato diffuso ha specificato che a presentare domanda per l’Unione europea è stata la filiale tedesca del gruppo farmaceutico russo R-Pharm. La decisione di avviare la revisione in tempo reale si basa sui risultati di studi di laboratorio e studi clinici sugli adulti. Al momento non sono state fornite tempistiche generali relative alla decisione sull’eventuale autorizzazione.