Covid, in discoteca senza mascherine e distanza: l’esperimento su 1.300 invitati

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Sensori di movimento e cocktail fluorescenti per evidenziare le goccioline emesse dalla bocca mentre si canta e si balla in una discoteca affollata. È l’esperimento andato in scena ad Amsterdam su 1.300 invitati in uno dei locali più grandi d’Europa, lo Ziggo Dome di Amsterdam. Come riporta Repubblica, il test ideato dal gruppo di ricerca Fieldlab, incaricato dal governo olandese, servirà a registrare i gesti e i movimenti che favoriscono la diffusione dei contagi da Covid-19 in circostanze di assembramento, proprio per individuare i presupposti per una possibile riapertura delle discoteche o in generale ambienti con alta presenza di pubblico.

I volontari sono stati sottoposti a tampone all’ingresso del locale e saranno nuovamente testati a cinque giorni di distanza. Complice l’occasione imperdibile di tornare a ballare dopo tanto tempo dalla chiusura delle discoteche a causa dell’epidemia, per partecipare all’esperimento si sono proposti in 100mila, con i biglietti venduti a 15 euro che si sono esauriti nell’arco di 20 minuti. “Siamo usciti finalmente dopo tanto stare seduti a casa. E abbiamo anche fatto qualcosa di utile” è stato il commento di una delle partecipanti.

Non è la prima volta che viene condotto un esperimento del genere. Sempre in Olanda, ad Utrecht sono state testate 500 persone in una conferenza a febbraio, ma anche ad uno spettacolo di cabaret e a una partita con 1.200 spettatori a gennaio.

Coloro che sono riusciti ad entrare alla serata sono stati divisi in sei gruppi isolati l’uno dall’altro. A ognuno di questi sono state fornite diverse disposizioni in merito alla distanza da rispettare, ai limiti di movimento da seguire, alla possibilità di urlare e cantare e infine, fattore tra i più rilevanti, regole differenti sull’uso di mascherine o visiere. Ma anche per chi aveva ricevuto istruzioni restrittive di tenerle indossate, durante la serata è stato rilevata la tendenza sempre maggiore ad abbandonare i dispositivi di protezione individuale.

Uno dei ricercatori di Fieldlab, Tim Boersma, ha spiegato che prima di arrivare a dei risultati dello studio ci vorrà del tempo “ma speriamo che il nostro lavoro porti a una riapertura intelligente degli eventi”.