Dormire bene rinforza le difese immunitarie, questo è risaputo, soprattutto in questo periodo, ci siamo resi conto dell’importanza di un organismo forte per prevenire e affrontare malattie fino ad oggi sconosciute, come il Coronavirus. Secondo uno studio della Johns Hopkins University di Baltimora, pubblicato sulla rivista scientifica Bmj Nutrition Prevention & Health e riportato da “Il Messaggero”, l’insonnia e lo stress da lavoro aumenterebbero le possibilità di contrarre l’infezione da coronavirus.

I risultati della ricerca dimostrerebbero come, per ogni ora in più di sonno notturno recuperato, la possibilità di ammalarsi diminuisca del 12%. Di contro il cosiddetto “bornout” cioè lo stress lavorativo aumenterebbe il rischio di contrarre l’infezione nel 5,5% dei casi.

I dati sono stati raccolti dagli scienziati a conclusione di una sperimentazione condotta su 2.884 operatori sanitari in Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti: dei 568 soggetti che hanno contratto il Covid-19, il 24%, aveva difficoltà a dormire la notte, il 21% degli operatori che invece non si erano ammalati invece no.

“La maggior parte dei medici internisti – commenta Stefania Basili, ordinario di Medicina interna dell’Università La Sapienza di Roma – sono stati e sono ancora molto coinvolti nella pandemia. Portare avanti un lavoro così pesante e alienante, lavorando dentro un reparto covid, espone maggiormente alla malattia causata dal Sars-CoV-2 ma anche a un semplice raffreddore.”

“Il ritmo circadiano sonno veglia è fondamentale nel nostro organismo – ha sottolineato la dottoressa – sia per quanto riguarda il cortisolo, ma anche per tutta la parte immunologica. Se non si mantiene questo ritmo probabilmente si alterano alcune forme di protezione tra cui quelle collegate ai linfociti. Durante questa pandemia, gli operatori sanitari sono stati notte e giorno dentro gli ospedali, saltando anche i festivi e il riposo notturno”.

In particolare per il personale sanitario in prima linea nella lotta al Covid-19 lo stress può rappresentare un fattore di rischio, come rimarca Alberto Siracusano, direttore di Psichiatria e psicologia clinica del Policlinico Tor Vergata di Roma, in quanto tende a “indebolire le difese immunitarie. Trovarsi in condizioni particolarmente affaticanti e preoccupanti porta a un grave stress. L’ansia, poi, è una delle principali caratteristiche presenti negli operatori sanitari. Ecco perché bisogna aver rispetto dei turni di lavoro, il sovraccarico diventa una modalità disattentiva di per sé, ma è causa di rischi anche per chi viene curato.”

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