Nessun dubbio, la terza dose di vaccino servirà“. Lo scrive ‘La Repubblica’, secondo cui il governo italiano avrebbe già pronto il piano per iniziare a somministrare la terza dose di vaccino anti Covid a partire già dai prossimi mesi.

Terza dose vaccino Covid: il piano dell’Italia

L’idea al momento prevalente nel governo italiano, in particolare, sarebbe quella di attendere il mese di ottobre e capire quante persone sono state vaccinate.

Nello specifico, ci si accerterà se sia stato o meno raggiunto l’obiettivo dell’80%, cosa che sembra molto probabile.

A quel punto si continuerà a fare somministrazioni alle persone scoperte dalla protezione che richiederanno di essere vaccinate, ma si dovrebbe anche iniziare con le terze dosi di vaccino anti Covid ai più fragili.

Al ministero vorrebbero partire con i trapiantati, che hanno un sistema immunitario meno forte, e poi passare ad altre persone colpite da patologie che riducono la risposta dell’organismo contro il coronavirus e ai più anziani.

A proposito della disponibilità delle dosi, il commissario straordinario per l’emergenza Francesco Figliuolo ha già fatto sapere che non ci saranno problemi, dal momento che c’è una riserva disponibile e che si potranno fare nuovi ordini.

La terza dose di vaccino anti Covid si farà a tutti con uno dei due vaccino a Rna messaggero, cioè Pfizer o Moderna.

Terza dose vaccino Covid: il “no” dell’Oms

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, intanto, ha ribadito il suo “no” (per il momento) alla terza dose di vaccino anti Covid.

In conferenza stampa,  Soumya Swaminathan, chief scientist dell’OMS, ha dichiarato: “Al momento i dati non indicano il bisogno di una terza dose”.

Secondo la stessa Soumya Swaminathan, la priorità al momento resta quella di aumentare le coperture nei Paesi che ancora non hanno avuto accesso ai vaccini.

Secondo l’esperta, iniziare con i ‘booster’ con buona parte del mondo ancora non immunizzata potrebbe essere addirittura controproducente.

Ancora Soumya Swaminathan: “Ci opponiamo fermamente alla terza dose per tutti gli adulti nei paesi ricchi, perché non aiuterà a rallentare la pandemia. Togliendo dosi alle persone non vaccinate i booster favoriranno l’emergere di nuove varianti”.

La posizione è stata ribadita da Bruce Aylward, un altro esperto dell’Oms. “Ci sono abbastanza vaccini per tutti, ma non stanno andando nel posto giusto al momento giusto. Due dosi devono essere date ai più vulnerabili in tutto il mondo prima che i richiami vengano dati a chi ha completato il ciclo. E siamo ben lontani da questa situazione”.