Dismessi i centri maggiori, come i capannoni di Bologna e Prato. Da 3.000 si passa a 2.300 punti, soprattutto ambulatori. L’immunizzazione va a rilento. E manca una campagna efficace per i 12 milioni di anziani e fragili ancora senza quarta dose. E manca una campagna efficace per i 12 milioni di anziani e fragili ancora senza quarta dose”, scrive Repubblica.it. 

Pericolo dalla Cina, l’idea di Brusaferro

Nel corso di una lunga intervista concessa al Corriere della Sera, il presidente dell’Iss Brusaferro ha analizzato il quadro dei contagi in Cina e ha dato un personale parere su quanto sta accadendo. Secondo l’accademico, guardando con attenzione alla Cina, non ci sarebbe alcun motivo di preoccupazione, ma la parola d’ordine sarebbe sempre la stessa: fare attenzione.

Per Brusaferro, infatti, non ci sarebbero particolari segnali d’allarme per l’Italia, in quanto i dati dell’epidemia riflettono una situazione abbastanza calma: “I casi di positività stanno scendendo. I ricoveri in ospedale sono stabili nei reparti di terapia intensiva mentre si stanno riducendo nelle aree mediche”.

Attenzione e buon senso, soprattutto in queste giornate di festa, dovranno essere rivolte ad anziani e fragili che, più degli altri, devono essere protetti. “In caso di affollamento serve la protezione della mascherina” ha ricordato il presidente dell’Iss.

Lockdown, vaccini e immunità

Guardando a quanto sta accadendo in Cina non possono non tornare in mente gli ultimi giorni del 2019 e i primi del 2020, quando da Wuhan arrivava un misterioso virus che nel giro di pochi mesi avrebbe paralizzato il mondo intero. Rispetto a tre anni fa, però, la popolazione è coperta dal vaccino e in Italia, secondo Brusaferro, la situazione è positiva.

Varianti e nuove minacce: cosa temere

Ma allora cosa c’è da temere in questa nuova ondata di Covid che sta arrivando dalla Cina? Mentre il Governo prende provvedimenti per arginare il rischio, con l’ordinanza sui tamponi obbligatori ai passeggeri provenienti dalla Cina, Brusaferro sottolinea al Corriere che la variante Gryphon che sta girando in Cina è già noto ed è stato isolato. “Appartiene alla famiglia del virus Omicron ed è in fase di studio l’impatto che potrebbe avere dal punto di vista sanitario” ha spiegato.

Sulle altre ha invece sottolineato: “Non c’è segnale di nuove varianti capaci di destare timori, al momento. Niente di nuovo, finora, per noi”.