Covid, lockdown nazionale per vaccinare più in fretta: l’ipotesi

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Il 1° aprile inizia il secondo trimestre dell’anno, nel corso del quale è attesa in Italia la consegna di 50 milioni di dosi di vaccini. Lo ha confermato il ministro Speranza a “Mezz’ora in più”, sottolineando dunque l’importanza che i prossimi mesi avranno nell’ambito della campagna vaccinale. Una mole di dosi che richiederà lo sforzo delle Regioni e di tutte le risorse possibili affinché almeno metà della popolazione italiana possa raggiungere l’agognata immunità.

Ipotesi lockdown per accelerare sulle vaccinazioni

Secondo quanto riporta La Repubblica, fonti di governo starebbero valutando l’ipotesi di istituire una zona rossa per l’Italia intera per spingere l’acceleratore sulle vaccinazioni, con l’eventuale eccezione di regioni con indicatori da zona bianca. Se da un lato, quindi, si pensa a una nuova stretta per fermare la corsa delle nuove varianti, dall’altro il lockdown potrebbe rivelarsi uno strumento per immunizzare più velocemente e più efficacemente gran parte della popolazione.

Nel frattempo, come riferisce il Corriere della Sera, è prevista in giornata una riunione tra i ministri Speranza, Gelmini, Giorgetti, Patuanelli, Franceschini e Bonetti, che insieme al sottosegretario Garofoli, gli esperti del Cts e il commissario all’emergenza Figliuolo faranno il punto sulla nuova stretta che si prevede per arginare la diffusione delle varianti.

In arrivo una nuova stretta: le misure al vaglio

Oggetto di confronto sarà anche l’indicazione fornita dal Cts di far scattare la zona rossa in automatico nelle aree dove si registrano 250 casi di Covid ogni 100 mila abitanti, una soluzione già adottata come criterio per la chiusura delle scuole.

Tra le altre ipotesi in corso di valutazione, c’è quella di anticipare il coprifuoco di qualche ora, e di imporre la chiusura dei negozi in quelle aree dove sono chiuse le scuole, per evitare che i ragazzi si riversino nei centri commerciali e rendere quindi vano l’obiettivo della didattica a distanza. Una decisione dettata anche dalla necessità di proteggere i più giovani, che sono al momento il bersaglio preferito della variante inglese.

Anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha invocato un inasprimento delle misure, scrivendo in un lungo post su Facebook: “In Italia abbiamo registrato oltre 20mila nuovi casi, con un tasso di positività che sale al 7.6%. Aumentano di nuovo i ricoverati in terapia intensiva e piangiamo complessivamente quasi 100mila vittime”.