Antonella Viola, direttrice dell’Istituto di ricerca pediatrica di Padova e immunologa, si è detta a favore del Green Pass, anche se assolutamente a contraria alla sua estensione a nuove categorie di lavoratori e ai bimbi, come ha spiegato in un’intervista sulle pagine del Corriere della Sera.

L’esperta ha previsto che la misura funzionerà per far vaccinare più persone. “Non credo che le persone avranno voglia di sottoporsi ogni tre giorni a tamponi. È scomodo, si perde tempo e si rinuncia a una protezione. Questa è una fase temporanea. Presto rinunceranno e andranno a vaccinarsi”.

“In questa fase” il Green Pass “è una misura necessaria per motivare” chi non si è vaccinato “per ragioni diverse da quelle ideologiche. I no vax, invece, non si possono convincere, ma per fortuna sono pochi“.

Green pass obbligatorio a scuola: perché Antonella Viola è contraria

In particolare per le università “lo trovo corretto, è una questione di civiltà”, considerando che si tratta di un luogo dove i ragazzi stanno insieme per molto tempo. Diverso invece il discorso per quanto riguarda la scuola.

“È giusto per gli insegnanti“, ma per i bambini e i ragazzi si creerebbero diseguaglianze. Se i genitori non vogliono vaccinarli, “non è giusto togliergli il diritto di andare a scuola”.

Green pass obbligatorio a lavoro: i dubbi di Antonella Viola

Antonella Viola ha dichiarato che imporrebbe il Green pass obbligatorio a tutti i lavoratori. Ma questo equivarrebbe “a porre l’obbligo di vaccino“, che a questo punto andrebbe legiferato direttamente.

Vaccino Covid: Viola dura contro il filosofo Massimo Cacciari

Dura la risposta dell’immunologa al filosofo Massimo Cacciari, che ha dichiarato che è ancora presto per conoscere gli effetti collaterali del vaccino sul lungo periodo. Per l’esperta l’ex sindaco di Venezia “deve di filosofia”.

“Non può entrare nel merito della sicurezza e della qualità dei vaccini. Nessuno step di sicurezza è stato saltato nella realizzazione del vaccino, quindi è inaccettabile che si dica che non ci sono studi in merito”, ha sottolineato. Il vaccino “non è stato fatto di fretta, è stato fatto con urgenza, è ben diverso”.

Vaccino Covid: Antonella Viola contraria alla terza dose, i motivi

La studiosa si è detta contraria alla terza dose perché “non ci sono dati a supporto del fatto che oggi serva”. Al momento “le persone vaccinate sono protette dalla malattia anche nel caso di infezione da variante Delta”. Se questo dovesse cambiare, “valuteremo a chi servirà il richiamo”.

Ad esempio “immunodepressi, persone molto anziane e fragili, chi ha fatto il vaccino monodose” come quello di Johnson & Johnson. Ma “non deve passare l’idea che ci servirà la terza dose”.

“I casi non scenderanno visibilmente” dopo l’estate. “Ma non dobbiamo più guardare il numero di positivi. Bisogna guardare il numero di ospedalizzati e di morti, e questo resta bassissimo grazie al fatto che la campagna vaccinale procede”.

Covid, nuova ondata in arrivo? La previsione di Antonella Viola

L’immunologa ha precisato che non ci sarà un aumento dei casi a settembre, con una nuova ondata. Ma “se il coronavirus dovesse mutare o se si scoprisse che il nostro sistema immunitario non ce la fa a mantenersi attivo”, a quel punto servirebbero terze dosi per tutti e la situazione potrebbe peggiorare.

Si tornerà a una vita normale solo “quando avremo l’80% della popolazione coperta” dal vaccino. A quel punto non sarà più necessario “contare i positivi” e si potrà “abbandonare la mascherina e dire no alle quarantene”.

“Con il virus, domato dalle vaccinazioni, dovremo conviverci. La mia paura è che il Governo continui a comportarsi come se non ci fossero i vaccini anche quando saremo tutti vaccinati”, ha spiegato.

“L’obbligo” di usare la mascherina “deve restare nei locali al chiuso perché non siamo ancora tutti vaccinati. Ci stiamo avvicinando al 60%, ciò significa che c’è un’ampia fetta che ancora rappresenta un potenziale rischio per il sistema sanitario”.

Il fatto che oltre quasi 4 ragazzi su 5 tra i 12 e i 15 anni non abbiano fatto ancora neanche una dose di vaccino non è un problema. “È più importante pescare uno per uno gli over 50 non ancora vaccinati”. La conseguenza si può notare ad esempio in Sicilia, dove schizzano i ricoveri e c’è la percentuale più alta di over 60 non vaccinati.

Anche l’immunologa Antonella Viola ha fatto alcune raccomandazioni per il pranzo di Ferragosto e le gite fuori porta in compagnia. “Fate attenzione e non consideratevi totalmente al riparo, perché il virus sta circolando molto”, ha sottolineato.