Covid, perché adesso colpisce di più i giovani: parla l’esperto

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Un recente report dell’Istituto superiore di sanità, dal titolo “Focus sull’età evolutiva”, analizzato dal Cts a fine febbraio, ha rivelato che per la prima volta dall’inizio della pandemia, nei primi due mesi del 2021 l’incidenza dei casi tra gli under 20 in Italia ha superato le altre fasce di età. Un dato che preoccupa Francesco Le Foche, l’immunologo del Policlinico Umberto primo di Roma, che in un’intervista al Corriere rivolge un appello a ragazze e ragazzi di fare attenzione, perché adesso più esposti al rischio contagio da coronavirus.

I giovani sono socialmente molto esposti e rischiano in misura maggiore di essere contagiati dalle varianti che hanno una trasmissibilità doppia rispetto al ceppo classico. Aumentando il numero dei casi di positività, crescono ricoveri in ospedale e situazioni gravi. Quindi bisogna raccomandare in questa fase alla generazione sotto i 40 di evitare occasioni non sicure” spiega l’esperto.

Dallo studio dell’Iss si legge come il record di contagi registrati nella fascia 14-19 anni sia di 200 casi ogni 100mila persone. Leggermente più basso il valore degli 11-13 e dei 6-10, mentre nei 3-5 è circa 120 e negli 0-3 è 100.

Nell’intervista, Le Foche solleva il punto della trasmissione del coronavirus tra studenti ai quali raccomanda di mantenere comportamenti prudenti anche dentro gli ambienti scolastici: “In aula massima attenzione a distanza e mascherina. Dobbiamo far comprendere ai ragazzi l’importanza di disperdersi una volta finite le lezione e di non riunirsi in capannelli. Una ulteriore deprivazione di libertà per loro, necessaria. Nel giro di un mese la variante inglese avrà preso del tutto il sopravvento”.

Ma per l’immunologo l’unico modo per uscire dall’emergenza è aspettare che ci siano abbastanza vaccini: “Pazientare altri due mesi finché non ci saranno dosi per vaccinare milioni di persone e ridurre la circolazione del virus. I vaccini sono efficaci anche contro le varianti. Spero che venga fatto il possibile per sgombrare il campo da ostacoli burocratici per favorire l’arrivo di preparati che già hanno ricevuto l’autorizzazione in Usa. Poi, eliminare la burocrazia per accedere alla vaccinazione. La gente deve trovare la massima facilità nel prenotare l’appuntamento”.

Per l’esperto occorre accelerare sulla distribuzione dei preparati anti-Covid, anche da parte dell’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, che per Le Foche “deve sbrigarsi” a dare l’autorizzazione al vaccino Johnson&Johnson, ma anche al russo Sputnik V.

A mancare secondo l’immunologo è però un’informazione chiara diretta ai cittadini e in questo senso critica la scelta di affidare la campagna di sensibilizzazione agli spot diretti da Giuseppe Tornatore: “Un flop. Difficile da capire, triste. Ci vogliono messaggi semplici, immediati e meno artistici”.

“La popolazione va preparata – è il messaggio di Le Foche. È vero, in questa fase purtroppo le dosi non sono disponibili ma nel frattempo educhiamo i cittadini, facciamo capire chiaramente quanto sia importante rispondere alla chiamata consapevoli che è l’unica via di salvezza. Non c’è posto per gli esitanti. Non c’è ragione di aver paura di farsi inoculare piccole quantità di un preparato altamente sicuro che proteggerà la tua vita e quella delle persone che ami”.