Come al solito, a metà settimana inizia già a prendere forma la geografia delle fasce di rischio con i cambi di colore previsti per il lunedì. In anticipo rispetto al report sul monitoraggio settimanale, l’Istituto Superiore di Sanità ha già comunicato alla Regione Piemonte che l’Rt è salito a 1,41; un dato che fa scattare automaticamente la zona rossa, stando alle disposizioni in vigore, qualora l’indice Rt regionale superi l’1,25.

In Lombardia 311 nuovi casi ogni 100mila abitanti

Anche la Lombardia si avvia verso un probabile passaggio da arancione rinforzato a zona rossa, con 311 nuovi casi ogni 100mila abitanti: un parametro che, secondo il Cts, dovrebbe far scattare automaticamente il passaggio nella fascia di rischio superiore.

Diversi sono i fattori che lasciano presagire un peggioramento dell’epidemia di Covid-19 in Italia: in attesa del monitoraggio della Cabina di regia, che sarà determinante anche per stabilire le misure con cui integrare il Dpcm in vigore dal 6 marzo, dati poco confortanti arrivano dal monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe.

Rapporto Gimbe: “Progressivo aumento di casi, si conferma la terza ondata”

Nel rapporto Gimbe sulla settimana dal 3 al 9 marzo si legge: “Da tre settimane consecutive si registra il progressivo incremento dei nuovi casi con un’inversione di tendenza di tutte le curve, che conferma l’inizio della terza ondata”.

In particolare, sono in peggioramento praticamente tutti i fattori: l’incremento dei nuovi casi (145.659 rispetto a 123.272, cioè +18,2%), dei decessi (2.191 rispetto a 1.940, pari a +12,9%), l’aumento delle persone attualmente positive (478.883 rispetto a 430.996, pari a +11,1%), delle persone in isolamento domiciliare (453.734 rispetto a 409.099, pari a 10,9%), le persone ricoverate con sintomi (22.393 rispetto a 19.570, pari a +14,4%) e quelle in terapia intensiva (2.756 rispetto a 2.327, ovvero +18,4%).

Le regioni in cui gli ospedali sono sotto stress

Renata Gili, della Fondazione Gimbe, ha osservato a margine del rapporto: “Sul fronte ospedaliero l’occupazione dei posti letto da parte di pazienti Covid supera in 7 regioni la soglia del 40% in area medica, con una media nazionale che si attesta al 35%; anche le terapie intensive, la cui occupazione a livello nazionale oltrepassa la soglia di allerta attestandosi al 31%, risultano sotto pressione in ben 11 Regioni”.

Le Regioni che al momento si trovano in una situazione delicata, dal punto di vista della pressione sulle strutture ospedaliere, sono Molise, Umbria, P.A. Trento, Marche, Lombardia, Abruzzo, Emilia-Romagna.