Covid, Ricciardi: “Dicembre e gennaio saranno terribili”: ecco il motivo

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Walter Ricciardi è intervenuto al quinto ‘Orphan Drug Day-L’impatto della pandemia sui malati rari: destinati a tornare nell’ombra?’, promosso online dall’Osservatorio malattie rare (Omar), tratteggiando per l’Italia una situazione emergenziale per i prossimi mesi e quindi invitando a non abbassare l’attenzione.

“Siamo ancora nel pieno della seconda ondata di Sars-CoV-2, dicembre e gennaio saranno terribili per due motivi: per i problemi nell’accesso ai servizi e per le tante differenze a livello ragionale”. Così il consigliere del ministero della Salute e docente di Igiene all’università Cattolica di Roma.

Ricciardi è ormai da settimane che mette in guardia circa la possibilità di una drammatica terza ondata laddove non siano rispettate le norme anti Covid. Il concetto lo ha ribadito anche nelle scorse ore, parlando a Che tempo che fa, su Rai 3. Ospite da Fabio Fazio ha dichiarato che l’arrivo o meno della cosiddetta terza ondata “dipende dai nostri comportamenti, con cui possiamo appiattire la curva anche con testing e tracciamento, come hanno fatto Paesi come il Giappone”.

Ciò che non è assolutamente da fare secondo il docente è far calare l’attenzione sul contenimento dei contagi, perché si rischierebbe di andare incontro a “una serie continua di dai e vai, di onde e di abbassamenti”.

Inoltre Ricciardi ha detto che la speranza è di invertire la rotta attraverso il perdurare del mantenimento di comportamenti sociali responsabili. Tuttavia “non ne siamo certi. Dipende dal comportamento dei singoli e delle istituzioni. Ci sono ancora criticità, anche se in alcune aree si è attenuata la pressione sugli ospedali”, ha sottolineato.

Quindi ha fatto notare che nel solo mese di novembre “si sono infettati circa 30mila tra medici, infermieri e altri operatori sanitari” e la prima linea si è ritrovata sguarnita. “Chi resta in trincea lavora a ranghi ridotti, non si può cantare vittoria“, ha concluso l’esperto.