Sono quattro le sottovarianti del coronavirus in osservazione da parte dell’Oms: l’allerta per l’evoluzione rapida della pandemia.

A lanciare un allarme è l’Oms, Organizzazione Mondiale della Sanità, che è arrivata a dire che al momento ci sono quattro sottovarianti sotto osservazione. Non solo Omicron 2, quindi, ma anche altre tre.

Nuove sottovarianti Omicron, oltre alla 2 ce ne sono altre

L’Oms ha lanciato un allarme durissimo sulle nuove sottovarianti del Covid: “È prematuro per qualsiasi Paese arrendersi o dichiarare vittoria. Questo virus è pericoloso e continua ad evolversi davanti ai nostri occhi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità sta attualmente tracciando 4 sottovarianti di Omicron, incluso BA.2”, nota come Omicron 2.

Il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, durante il consueto briefing sulla situazione mondiale ha detto: “Questo virus continuerà ad evolversi, motivo per cui invitiamo i Paesi a continuare con i test, la sorveglianza e il sequenziamento. Non possiamo combattere” il coronavirus “se non sappiamo cosa sta facendo. E dobbiamo continuare a lavorare per garantire che tutte le persone abbiano accesso ai vaccini”.

Omicron, aumento preoccupante dei decessi: l’analisi dell’Oms

In merito alla variante Omicron c’è anche un altro dato preoccupante ed è quello dei decessi: “Da quando la variante Omicron è stata identificata per la prima volta solo 10 settimane fa, quasi 90 milioni di casi sono stati segnalati all’Organizzazione mondiale della sanità, più di quelli registrati nell’intero 2020. Ora stiamo iniziando a vedere un aumento molto preoccupante dei decessi, nella maggior parte delle regioni del mondo”, ha annunciato il direttore generale dell’Oms.

“Più trasmissione di Covid-19 significa più morti – ha spiegato Tedros – Non chiediamo a nessun Paese di tornare al cosiddetto lockdown. Ma chiediamo a tutti i Paesi di proteggere la propria popolazione utilizzando tutti gli strumenti, non solo i vaccini”.

Allarme dell’Oms sulla trasmissione del Covid

Il Dg dell’Oms, inoltre, si è anche detto “preoccupato per il fatto che in alcuni Paesi abbia preso piede una narrativa secondo cui, a causa dell’elevata trasmissibilità e della minore gravità di omicron, prevenire la trasmissione non è più possibile e non è più necessario. Niente potrebbe essere più lontano dalla verità”.