Covid, terza dose: ecco chi dovrà farla e con quale vaccino

Il nuovo richiamo anti Covid segnerà il passaggio dalla campagna vaccinale di emergenza a una ordinaria, con i dettagli ancora da definire

Sono ancora tanti i dubbi sulla somministrazione della terza dose del vaccino anti Covid. Il ministero della Salute e la struttura commissariale del generale Francesco Paolo Figliuolo sono al lavoro per stabilire modalità e tempi e il tipo di preparato da usare per il nuovo richiamo, ed è in fase di definizione il piano post emergenza. La strada da seguire sembrerebbe quella di un passaggio dalla campagna vaccinale attuale a una più simile a quella antinfluenzale.

Vaccino anti Covid: chi dovrà ricevere la terza dose

Secondo quanto riporta Repubblica, la terza dse dovrà essere inoculata almeno nelle fasce di popolazione più a rischio, dunque over 60 e fragili, e a chi svolge lavori essenziali, come operatori sanitari e forze dell’ordine.

Grazie all’uso dei vaccini il coronavirus dovrebbe diventare endemico, come avvenuto per il virus dell’influenza. È prevedibile che si presenti leggermente diverso ogni anno, rappresentando un pericolo principalmente per anziani e fragili.

Con quale vaccino anti Covid verrà fatta la terza dose

L’unica certezza, per logica, sembrerebbe essere il tipo di vaccino che verrà utilizzato. La Commissione europea non confermerà i contratti con AstraZeneca e Johnson & Johnson, considerati i seppur minimi rischi di sviluppare trombosi atipiche.

Tuttavia è già sul tavolo l’accordo per avere 900 milioni di dosi di Pfizer, considerato più affidabile e sicuro. Una fornitura di questo tipo dovrebbe bastare per coprire tutte le categorie che necessitano della terza dose.

Vaccino Covid insieme a quello influenzale?

La nuova somministrazione contro il Covid potrebbe avvenire insieme a quella del vaccino antinfluenzale e con le stesse modalità, considerando anche il target di pazienti molto simile.

Rimarrebbe da sciogliere il nodo sui tempi, considerando che il preparato contro l’influenza viene distribuito a partire da novembre, e per il richiamo anti coronavirus sarebbe ancora troppo presto, considerando che la copertura con la sola seconda dose potrebbe durare oltre un anno e non avrebbe senso richiamare in autunno chi è stato vaccinato da gennaio.

Vaccino Covid: quando si farà la terza dose

L’idea sarebbe quella di affidare a medici di base e pediatri la campagna vaccinale, con la distribuzione delle dosi dilazionata nel tempo, in modo da garantire la copertura in diversi periodi a chi ne ha bisogno.

Silvestro Scotti, segretario della Federazione italiana dei medici di Medicina generale, ha riferito a Repubblica che “sarà una campagna molto spalmata nel tempo, che potrebbe arrivare a marzo, aprile o maggio“.

Varianti del coronavirus e la terza dose

“Sono d’accordo con l’idea di coprire solo i fragili, ma intanto bisogna diffondere la vaccinazione nel mondo, per evitare che nascano varianti pericolose“, ha dichiarato ancora il medico.

La terza dose servirà anche a contrastare questi ceppi di coronavirus. I preparati attuali si sono rivelati efficaci anche contro la temuta variante indiana, ma potrebbe essere necessario aggiornarli periodicamente per garantire la protezione contro il patogeno, che continuerà a mutare soprattutto nei Paesi che vaccinano di meno.