Covid Vaccino, l’immunità sterilizzante è una “buonissima notizia”

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Il tempo del vaccino è finalmente giunto: il 27 dicembre sarà il cosiddetto V-Day, il giorno il cui inizierà la campagna vaccinale contro il coronavirus. La prima persona a ricevere la dose sarà un’infermiera allo Spallanzani, e a seguire un operatore socio sanitario (OSS), una ricercatrice e due medici, secondo quanto comunicato dalla direzione dell’istituto.

Vaccino Pfizer, ok dall’Aifa: l’annuncio di Palù

Il vaccino di Pfizer-Biontech ha infatti ricevuto l’ok anche dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), conseguente al via libera dell’Ema. L’annuncio è stato dato in una conferenza stampa dal presidente Giorgio Palù, e dal direttore generale Nicola Magrini.

Come riporta l’Ansa, Palù ha spiegato: “Oggi è disponibile un vaccino con un margine di sicurezza elevatissimo, intorno al 95%“. In un clima di forte preoccupazione per la nuova variante inglese di coronavirus, l’arrivo del vaccino giunge quantomeno a stemperare la tensione anche in vista delle festività natalizie, viste dal governo e dagli esperti come un’occasione di facile diffusione del virus.

Proprio in relazione alla possibilità che Sars-CoV-2 possa mutare ancora, Palù ha precisato che “la piattaforma a mRna è facilmente modulabile”; il che significa che il vaccino può essere facilmente riadattato a future varianti.

Vaccino Pfizer-Biontech, perché l’immunità sterilizzante è una “buonissima notizia”

Inoltre, un altro aspetto positivo emerso di recente è la possibilità che i vaccini in arrivo non solo proteggano dall’infezione, ma rendano anche il soggetto non contagioso. “L’indicazione che sta arrivando – ha affermato Palù – è che i vaccini inducono immunità sterilizzante e questa è un’altra buonissima notizia”.

Palù, precisando all’Ansa, ha detto che sono “osservazioni preliminari” da confermare con ulteriori studi, che saranno il prossimo obiettivo della farmacovigilanza Aifa.

Cos’è l’immunità sterilizzante

Palù ha infine spiegato cosa significa “immunità sterilizzante”: “Un vaccinato non solo non sviluppa sintomi gravi della malattia (primo obiettivo degli studi condotti fino a oggi), ma che non si contagia e quindi a sua volta non diventa in grado di contagiare”. Si tratta di uno dei punti su cui esperti e virologi si sono interrogati nelle scorse settimane, ed è fondamentale a contenere la diffusione dell’epidemia.