Covid, Zaia annuncia nuove chiusure in Veneto

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Luca Zaia ha annunciato nuove chiusure in Veneto, dove non si arresta la corsa del coronavirus. Si contano al 17 dicembre altri 1.154 contagi e ben 92 vittime per cause legate a Covid, che portano il bilancio dei decessi a 5.161 nella sola regione. Gli attualmente positivi nel territorio sono 95.779. Per questo il governatore ha firmato una nuova ordinanza.

In attesa di provvedimenti adottati dal Governo, il presidente del Veneto ha stabilito la “chiusura dei confini comunali dopo le 14 dal 19 dicembre fino al 6 gennaio”. Sarà dunque possibile andare in altre città solo di mattina.

Ancora chiusure in Veneto: le condizioni di Zaia

Riguardo la possibile stretta dell’esecutivo sulle attività, Luca Zaia si è detto favorevole in un’intervista a La Stampa, “ma a patto che ci siano i ristori in percentuale sulle perdite di fatturato. Se è vero che si pensa a una misura dal 24 dicembre, sarà fondamentale, in sicurezza, lasciare spazio nei prossimi giorni ai cittadini di fare la spesa. E per il giorno di Natale, adottando il modello tedesco, pranzi limitati alla stretta cerchia familiare“.

“Noi non faremo barricate se il Governo vuole chiudere, perché prima di tutto viene la salute della gente, ma non possiamo chiedere ai cittadini sacrifici se non c’è certezza sui ristori. Non si può fare gli eroi con il portafoglio degli altri”, ha sottolineato il governatore.

“Le differenze tra noi e la Germania“, dove è iniziato un nuovo lockdown, “sono almeno due: la prima è che hanno un governo più credibile che fin dal primo lockdown aveva fatto la scelta di intervenire sul delta del fatturato delle aziende confrontato con i mesi dell’anno precedente. La seconda è che i cittadini sanno che nel momento in cui sono costretti a rimanere a casa avranno il bonifico sul conto corrente e non le lotterie, i ristori, le mance“.

Covid in Veneto, Zaia: “Oggi non c’è distanziamento sociale”

“Il vero tema è la pressione ospedaliera. Anche in questo caso però bisogna capirsi. Il 31 marzo abbiamo avuto il picco nelle nostre terapie intensive con 356 ricoverati, e il primo aprile la punta massima di ricoverati Covid non in terapia intensiva con 2.068 pazienti. Oggi abbiamo 373 terapie intensive, più o meno in linea con marzo, però abbiamo un terzo in più di ricoverati”, ha spiegato Luca Zaia a La Stampa.

“Vuol dire che, non avendo avuto misure restrittive come a marzo e maggio, l’infezione pesa per due motivi. Il primo è che il distanziamento sociale oggi da noi non c’è. L’altro, di cui nessuno parla, è che il lockdown di marzo aveva eliminato tutta una serie di accessi alle terapie intensive che invece oggi funzionano”, ha concluso il presidente del Veneto.