Crisi di governo, l’ipotesi dei responsabili: ecco i nomi possibili

Il Consiglio dei ministri di martedì sera ha approvato il Recovery Plan ma ha sancito anche lo strappo di Italia Viva con la maggioranza giallorossa, con le due ministre renziane, Bellanova e Bonetti, che si sono astenute. In attesa che Matteo Renzi annunci le sue prossime mosse e che proceda, come minacciato nei giorni scorsi, di ritirare dal governo la delegazione IV, si sta ragionando su come risolvere la ormai probabile crisi di governo.

Nel caso in cui i renziani escano dalla maggioranza, una delle ipotesi possibili è quella dei cosiddetti “responsabili“: un gruppo di parlamentari che andrebbe in aiuto del governo assicurando i loro voti alla maggioranza al posto dei deputati e senatori di Italia Viva.

Crisi di governo, i numeri al Senato

La partita si gioca essenzialmente al Senato, dove la situazione è più complicata numericamente. Conte può contare attualmente su 165 voti, con la maggioranza politica a quota 161. Che scenderebbe a 158 se si esclude dal conteggio i 6 senatori a vita.

Se Renzi lascia i giallo-rossi, i voti a sostegno del governo scendono a 147. Per andare avanti il governo Conte bis avrebbe quindi bisogno del voto di almeno altri 11 senatori.

Crisi di governo, i possibili “responsabili”

Secondo Renzi Conte avrebbe già pronta la pattuglia dei senatori “responsabili” con i quali sostituire il gruppo di Italia Viva. Le voci e i rumors in questo senso si sono moltiplicati negli ultimi giorni. Tra i nomi possibili che sono circolati, secondo quanto riporta l’Ansa, ci sono i 3 senatori dell’Udc e i 3 di Cambiamo, il partito di Giovanni Toti.

Altri nomi possibili sono quelli di Gregorio De Falco e Mario Giarrusso, due ex M5s del gruppo Misto che hanno spesso votato con la maggioranza. Nella pattuglia potrebbero entrare anche altri ex del Movimento 5 Stelle ora nel gruppo Misto.

Altre voci, finora smentite, vedono l’ingresso nella maggioranza di alcuni senatori in uscita da Forza Italia. Anche alcuni renziani, preoccupati dalla probabile non rielezione alla prossima tornata, potrebbero decidere di non seguire Matteo Renzi e restare nella maggioranza.

Oltre ai numeri però al Senato c’è un problema ulteriore: il regolamento infatti impone dei vincoli alla formazione di nuovi gruppi, limitandoli ai simboli presente alle precedenti elezioni. Per questo sarà importante il ruolo dei parlamentari dell’Udc, che potrebbero fornire il loro simbolo al nuovo gruppo dei “responsabili”.