‘Grani antichi per nuovi prodotti salutistici’ è il progetto a cura dell’Isa e Ipsp del Consiglio nazionale delle ricerche, con il coinvolgimento di aziende irpine, che partendo dalla sperimentazione sulle sementi Carosella, Risciola e Saragolla, intende valorizzare le farine ottenute da varietà di grani diffuse nel passato.

Maggiore contenuto di fibra, polifenoli e una più alta attività antiossidante rispetto agli omologhi commerciali. Sono alcune proprietà delle farine ricavate dalle antiche cultivar Carosella, Risciola e Saragolla, ottenute dalle aziende primarie irpine mediante protocolli sostenibili stilati dal Consiglio nazionale delle ricerche nell’ambito del progetto ‘Grani antichi per nuovi prodotti salutistici – Graditi’, presentato oggi, a Napoli, presso Città della scienza partner dell’iniziativa.

Ha aperto i lavori il Direttore Generale di Città della Scienza, Massimo Cavaliere: «Si può senz’altro dire che è possibile una agricoltura che unisca ricerca, innovazione e sostenibilità ambientale: una agricoltura in sintonia con la natura, buona per la salute, di più gusto e remunerativa per i produttori. Questo rappresenta il ‘Progetto Graditi’ che si sviluppa in Campania, con la sua ricca storia agronomica e gastronomica, con la Dieta Mediterranea e con i processi innovativi per la sostenibilità. Una agricoltura diversa quindi non solo è necessaria, ma è concretamente possibile e può diventare protagonista anche nella lotta contro i cambiamenti climatici».

Le produzioni di cereali ottenute nel primo anno dalla sperimentazione (circa 9 tonnellate in totale sulle 4 aziende) sono interessanti soprattutto per il grano tenero e le varietà Risciola e Carosella che hanno superato i 30 quintali ad ettaro senza l’utilizzo di concimi e diserbo. Questo è un risultato importante perché l’Italia importa il 75% del proprio fabbisogno di grano tenero dall’estero soprattutto Francia ed Ungheria.

La sfida dell’attività scientifica del Cnr è quella di valorizzare la biodiversità agraria, puntando su prodotti salutistici, volano per l’economia locale. Il progetto è coordinato per la parte scientifica da Maria Grazia Volpe dell’Istituto di scienze dell’Alimentazione di Avellino (Cnr-Isa), con la partecipazione dell’Istituto per la protezione sostenibile delle piante (Cnr-Ipsp) e il coinvolgimento di otto aziende irpine, rappresentate dal capofila Ottavio Lucifero, titolare di una delle principali aziende cerealicole della Campania.

«Si parla di grani antichi, ma sorprendentemente si tratta di un progetto di grande modernità, poiché affronta temi estremamente attuali, quali la sostenibilità ambientale, l’educazione alimentare e la salute degli alimenti»: ha dichiarato Ottavio Lucifero.