Ddl Zan, M5S e Pd contro gli emendamenti di Italia Viva: l’accusa

MATTEO RENZI

Il ddl Zan continua a vivere un percorso tormentato. Pd e M5S hanno accusato Italia Viva di aver proposto emendamenti con l’intento di “affossare la legge”. Diversi utenti, su Twitter, se la sono presa direttamente con il leader del partito, Matteo Renzi.

Ddl Zan, M5S e Pd contro gli emendamenti di Italia Viva: l’accusa

In vista del voto sul ddl Zan, Italia Viva ha proposto alcuni emendamenti. Al momento sono solo annunciati, ma quello che è certo è che non sono stati apprezzati né dal Pd né dal M5s.

I due partiti li contestano, definendoli “un tentativo di affossare la legge”.

Per Italia Viva, invece, la proposta che resuscita il ddl Scalfarotto e che ha trovato aperture nel centrodestra è l’unico modo per approvare una legge contro l’omofobia perché il ddl Zan “non passerà mai”. Per il voto in Senato, previsto il 13 luglio, si andrà molto probabilmente alla conta.

Il Partito democratico è inamovibile e “Italia viva dovrà uscire allo scoperto: votare a favore o contro”. Al momento, il margine per l’approvazione del ddl Zan è di 10 voti a favore, contando anche quelli di Italia Viva. Il partito di Renzi al momento non si sbilancia su come voterà ma è probabile che presenterà in aula i suoi emendamenti che, tra l’altro, eliminano il riferimento all’identità di genere, centrale nel ddl del Pd.

L’ex ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha accusato Renzi e Salvini di “sabotare la legge contro l’omotransfobia”.

Ddl Zan, M5S e Pd contro gli emendamenti di Italia Viva: cosa pensa il centrodestra

Forza Italia, nella persona di Antonio Tajani, si è detta “assolutamente” allineata con Italia Viva in una battaglia di “libertà e buonsenso”.

Per Andrea Ostellari, senatore leghista, “quello che chiede la Lega è un po’ diverso: farò la mia proposta da relatore, credo si possa arrivare ad una sintesi”.

Più secco Matteo Salvini: “La legge non ha i numeri in Senato? È un peccato” che “per ideologia Letta non voglia portare avanti questo risultato”.

Giorgia Meloni, invece, ha lanciato una provocazione: “Presenterò un atto in Parlamento in cui chiederò al governo di fermare ogni forma di accordo commerciale con i Paesi in cui l’omosessualità + un reato come Qatar, dove ad esempio faremo i Mondiali, o Arabia Saudita“.

La querelle riguarda essenzialmente tre articoli del ddl Zan: l’1, il 4 e il 7. Ossia, sull’identità di genere, su quello che è stato bollato come “un reato di opinione” dalle destre e sulla giornata contro l’omofobia nelle scuole.