La dieta Atkins è un sistema nutrizionale ideata da Robert C. Atkins negli anni ’60 dal cardiologo americano per la cura del diabete mellito tipo 2 e per il dimagrimento.

Come funziona

La Dieta Atkins si compone di 4 fasi, ovvero induzione, continuazione, pre-mantenimento e mantenimento, analogamente ai regimi chetogenici. Durante l’induzione, che dura due settimane, si possono assumere solo 20 grammi di carboidrati al giorno, ricavabili da vegetali come peperoni, asparagi, sedano, cetriolo, fagiolini e broccoli. Si possono mangiare liberamente carni bianche e rosse, formaggi, uova, pesce e crostacei e condire con i grassi.

Vietati pasta, pane, dolci, cereali, frutta e alcolici. Bisogna mantenersi idratati con almeno 8 bicchieri d’acqua al giorno. Nella la seconda fase, invece, si possono aggiungere quotidianamente 5 grammi di carboidrati, consumare frutta fresca e secca e più tipi di verdure, finchè non mancano 4 o 5 kilogrammi ancora da perdere per tornare al peso forma.

Nel pre-mantenimento, si possono aggiungere altri 10 grammi di carboidrati alla settimana, fino al raggiungimento del peso desiderato. Nella quarta e ultima fase, quella del mantenimento, ci si possono concedere piccole porzioni di pasta o pane, dopo aver stabilito qual è la massima quantità di carboidrati da mangiare per non vanificare i risultati ottenuti.

Pro e contro della dieta Atkins

Considerando lo scenario dei tempi, sicuramente la dieta Atkins ha il grande merito di aver rivoluzionato la visione sulle diete, focalizzando l’attenzione sugli effetti deleteri dell’eccessivo consumo di carboidrati.

Non senza molte polemiche, lo stesso Atkins è stato quindi il padre della categoria dietetica oggi nota come Low Carb Diet.

Le principali critiche mosse al piano dietetico sono state, e lo sono attualmente:

– L’impatto negativo sulla salute intestinale, visto il basso consumo di fibre proposto nella prima parte del trattamento dietetico;

– L’elevato tenore di grassi ed il suo impatto sulla salute cardiovascolare;

– Il rischio, concreto, di riprendere in poco tempo gran parte del peso.

La letteratura scientifica, ha offerto risposte in merito, descrivendo questa metodologia dietetica come sicura, se adottata per un periodo di tempo limitato, e addirittura più efficace nell’indurre il dimagrimento, rispetto una dieta ipocalorica bilanciata.

Esempio di menù fase di induzione

Giorno 1

Colazione: 2 uova + tè verde

Pranzo: Vitello + broccoli max 150 g

Cena: Orata al forno + verdure: 150 g

Giorno 2

Colazione : Latte vegetale + caffè

Pranzo: Salmone + verdure max 150g

Cena : Pollo alle mandorle

Giorno 3

Colazione: Bresaola o fesa di tacchino + tè verde

Pranzo : Frittata di spinaci: 2 uova + 150 g

Cena : Bistecca di suino + zucchine