Il salmone ha una carne gustosa e le sue proteine sono ricche di aminoacidi essenziali che riducono il senso di fame prolungando quello di sazietà: questo effetto pare sia dovuto all’elevato contenuto di arginino, sostanza che l’organismo sfrutta per sintetizzare una molecola che influisce positivamente sul metabolismo.

Il salmone è anche una buona fonte di Omega 3, che smuovo soprattutto l’adipe addominale e hanno un’azione riattivante sull’intestino, e di iodio, che stimola l’attività della tiroide, accelera il metabolismo e favorisce lo smaltimento dei tessuti adiposi.

Il salmone, contiene aminoacidi ramificati (valina, leucina, isoleucina) e treonina, fondamentali per chi pratica sport. Presenta una discreta quantità di colesterolo alimentare, è privo di fibre e contiene vitamina D.

Sotto il profilo vitaminico e salino non delude: apprezzabili i livelli delle vitamine idrosolubili (tiamina, niacina, vitamina B6, B12, A) e dei sali minerali (fosforo, selenio). Il contenuto di sodio è estremamente basso, ad eccezione del salmone affumicato.

È ricco invece di iodio e di tirosina, nutrienti “amici” della tiroide. Infine, la presenza di arginina ci garantisce una maggiore vitalità sessuale. Gli omega 3 favoriscono il metabolismo cutaneo, aumentano la sensibilità all’insulina, riducono il rischio di sindrome metabolica e di malattie allergiche e infiammatorie a carico della pelle.

In particolare, il salmone contiene la massima dose di un essenziale omega 3, il docosaesaenoicoDHA, nutriente che svolge ruolo primario per il metabolismo cellulare, con reali effetti nel controllare la massa grassa corporea. Non è tutto: gli omega 3 proteggono il cuore, contribuiscono a controllare la pressione sanguigna e il colesterolo e diminuiscono la probabilità di formazione di trombi.

Due porzioni di salmone a settimana potrebbero giocare un ruolo protettivo in chi soffre di malattie cardiovascolari. Lo rivela una revisione di studi precedenti pubblicata su “JAMA Internal Medicine”. Andrew Mente, autore principale della ricerca, ha spiegato che esiste un significativo vantaggio legato al consumo di salmone nelle persone con malattia cardiovascolare.

Un gruppo di scienziati giapponesi ha poi dimostrato come i grassi omega 3 del salmone siano in grado di trasformare le cellule di grasso “cattivo” dell’organismo in altre sane, orientando il corpo verso la modalità “perdi-peso”.

Quante calorie apporta il salmone?

Nella versione fresca, sono circa 186 all’etto, che scendono a 147 per quello affumicato e salgono a 192 per il salmone in salamoia. La quantità di grasso varia in base all’età: gli esemplari giovani ne contengono circa il 6-8%, contro il 13% circa di quelli adulti. Lo stesso vale per le proteine: 16-17% nei salmoni giovani, e 19-20% in quelli adulti.

Consigli per l’acquisto del salmone

Il salmone più ricco di proteine e grassi “buoni”, i famosi Omega 3, è quello cosiddetto “selvaggio”, oggi difficilmente reperibile in commercio; se dobbiamo optare per i salmoni da allevamento, cerchiamo quelli  con certificazione biologica. Le carni devono risultare elastiche, compatte e di colore omogeneo, sia nella versione fresca che in quella affumicata.

Affumicato e in salamoia favorisce la ritenzione

Sia nella versione affumicata che in quella in salamoia, che spesso si usa per preparare sughi e arricchire le insalate, il vero problema è rappresentato dal sale che viene aggiunto al salmone durante i trattamenti di conservazione: come è noto, l’eccesso di cloruro di sodio ha effetti negativi sul circolo e può favorire la ritenzione idrica. Per questo, dovendo optare per il salmone affumicato o in salamoia, è bene ridurre le quantità delle porzioni.

 Provalo in tartare coi semi di coriandolo: sgonfia la pancia

  • Il salmone va utilizzato soprattutto a crudo, ad esempio in tartare, “condita” con un pizzico di semi di coriandolo (carminativi e anti gonfiore), erba cipollina (diuretica) e un filo di olio di oliva: in questa versione, è rassodante e saziante.
  • Affettato sottile, il salmone è ottimo anche in versione-sushi, abbinato a un cucchiaio di riso lessato nell’aceto: lubrifica le pareti intestinali.
  • Si può anche marinare il salmone, ricoprendolo con una miscela di scorza di lime, aneto tritato, sale e zucchero grezzo di canna; va tenuto sommerso da questa vinaigrette, per almeno 10 ore in frigorifero coperto con della pellicola: si serve con un’abbondante insalata. È anti ristagni.

Se lo preferisci cotto, fallo marinare: così eviti olio e sale

Il modo più veloce e semplice per cucinare un filetto di salmone di 150-200 grammi e spesso tra i due e i tre centimetri, è scottarlo appena in padella o sulla piastra, circa 2-3 minuti per lato. In questo modo, il salmone resta leggero, digeribile e molto più gustoso perché le fibre interne non perdono la loro morbidezza e non si deteriorano le proteine. Nel forno invece, la cottura ideale del salmone è 10-15 minuti a 180 gradi, fino a 20 minuti per i filetti più grandi. Prima di cuocerlo (al forno, sulla piastra o in padella) è bene lasciarlo marinare in frigorifero con una salsina di vino bianco, succo di limone, salsa di soia e un battuto di erbe aromatiche a piacere, girando il filetto ogni tanto: così la carne aumento il suo sapore e non c’è bisogno di altri condimenti.