Se esiste una vitamina importantissima per perdere peso, questa è la vitamina D. L’effetto dimagrante riconosciuto alla vitamina D è legato soprattutto alla sua capacità di favorire la demolizione del tessuto adiposo, riducendo le cellule di grasso e facendo diminuire il peso corporeo. Questo accade innanzitutto perché la quantità sufficiente di questa vitamina ha un effetto benefico sui livelli di un altro ormone, la leptina. Questa sostanza è prodotta proprio dalle cellule adipose e, oltre a comunicare al cervello se c’è bisogno di mangiare ancora oppure no, dà il via libera all’utilizzo delle riserve di grasso, cosa che, per ragioni evolutive, il nostro corpo è sempre restio a fare. Più vitamina D, significa più leptina e di conseguenza meno chili.

Con lei aumenta la tonicità muscolare

La vitamina D però non si limita ad agire in questo modo. Favorisce anche l’aumento dei livelli di testosterone, un ormone che aiuta a sciogliere i grassi e potenzia la muscolatura. Assicurarsi la vitamina D consente di eliminare perfino il grasso intramuscolare. Nelle donne che faticano a perdere peso la presenza di testosterone è spesso inferiore alle necessità: così lo aumenti naturalmente, migliorando anche la tonicità dei tessuti.

Sciogli gli accumuli sul girovita con la vitamina D

L’azione della vitamina D è utile in particolare per chi vuole dimagrire soprattutto a livello del girovita. A determinare questo tipo di sovrappeso sono gli alimenti ricchi di zuccheri, il cui eccesso viene depositato nelle cellule adipose sotto forma di grasso. La vitamina D migliora il metabolismo dello zucchero, tanto da essere considerata utile anche come forma di prevenzione del diabete di tipo 2, quello legato proprio a un’alimentazione “troppo dolce” e ad elevato indice glicemico.

Tre modi per far scorta di vitamina D

Ogni giorno abbiamo bisogno di almeno 5 microgrammi di vitamina D, corrispondenti a 200 UI, ovvero Unità Internazionali, che è l’altra unità di misura in cui si trova espresso questo nutriente. Ad avere necessità della quantità maggiore (10 mcg) sono soprattutto le donne e le persone oltre i 50 anni. Con il passare del tempo aumenta il fabbisogno di vitamina D anche perché si riduce la nostra capacità di sintetizzarla attraverso la pelle. Il nostro corpo però è in grado di fare scorta di vitamina D, quindi è bene seguire un programma “ad alta concentrazione” solo per un breve periodo di tempo.

I pesci d’acqua fredda e uova sono ricchi di vitamina D

La vitamina D è presente soprattutto in alcuni pesci di mare che vivono in acque fredde. Il più ricco in assoluto è senz’altro il salmone selvaggio che ne contiene 15 mcg in 100 g, mentre il salmone d’allevamento ha un contenuto che può variare tra i 2,5 ai 6,25 mcg per 100 g. Buone fonti sono le aringhe (7,25 mcg per 100 g). Mangiando 100 g di sgombro si possono assumere fino a 4 mcg di vitamina D; nelle uova è presente nel tuorlo (fino a 5 mcg per 100 g). Come si può vedere la vitamina D è contenuta principalmente in alimenti di origine animale, per cui una particolare attenzione dovrà essere posta a chi ha una dieta esclusivamente vegetale. La vitamina D è presente anche nei funghi, ma in quantità più limitate: in 100 g di funghi prataioli si può arrivare alla presenza di circa 1,2 mcg di vitamina D. I funghi che sono essiccati ai raggi solari aumentano il loro contenuto di questa sostanza.

Puoi prenderla in capsule: una a settimana

La forma di vitamina D più efficace e attiva è la D3 (colecalciferolo). È dunque questa la forma più utile per aumentare immediatamente i livelli di questa vitamina nel corpo, ed è quella che è meglio assumere in forma di capsule o perle. La vitamina D in esse contenuta è di solito ottenuta da olio di pesce o lanolina, ma esistono versioni veg. La ragione per cui oggi è necessario ricorrere, almeno saltuariamente, a un integratore, è il fatto che viviamo per la maggior parte del tempo al chiuso e, anche nei mesi in cui l’irraggiamento solare è maggiore, non riusciamo a mettere da parte scorte sufficienti di questo nutriente. Attenzione: l’assunzione di integratori a base di vitamina D può interferire con l’assunzione di farmaci ad attività cardiocinetica. Nel caso, occorre sempre consultare il medico.