Oggi, martedì 15 marzo è la giornata del Fiocchetto Lilla, dedicata alla sensibilizzazione sul tema dei disturbi dell’alimentazione che comprendono anoressia nervosa, bulimia nervosa, binge eating disorder e nuove forme tra cui, ad esempio, vigoressia e ortoressia.

Solo in Italia i disturbi del comportamento alimentare riguardano almeno 3 milioni di persone, soprattutto adolescenti. Secondo i dati raccolti dal Centro per i disturbi del comportamento alimentare dell’Ospedale San Raffaele di Milano, sono soprattutto le ragazze tra i 15 e i 25 anni a soffrire di forme spesso combinate di anoressia e bulimia, mentre mentre il binge eating disorder (BED, disturbo da alimentazione incontrollata) risulta più diffuso tra i 35 e i 50 anni, tanto nei maschi quanto nelle femmine.

L’adolescenza età difficile da gestire. Anche per i genitori dei ragazzi” dice la dottoressa Diana Resuttana, psicologa e psicoterapeuta.

“Il periodo è delicato e caratterizzato da fluttuazioni del tono dell’umore. Ma resta un periodo importante per la costruzione della propria identità e del proprio sé”. Il ragazzo adolescente si sta preparando ad abbandonare la parte infantile per dare spazio a qualcosa che non sa ancora bene come gestire”.

Per certi ragazzi è più dura

“Alcuni arrivano ad affrontare il periodo adolescenziale con una base di fragilità e scarsa autostima già presente in modo più o meno latente e possono insorgere problematiche complesse come: autolesionismo, depressione adolescenziale, isolamento sociale, disturbi alimentari, abuso di droghe e alcool.

Quali disturbi intende?

“L’autolesionismo negli adolescenti è in enorme crescita, probabilmente favorito dai numerosi video sul web. Parlo del Cutting (la pelle viene tagliata da oggetti appuntiti); branding (marchiarsi la pelle con un ferro incandescente); burning (bruciarsi la pelle con sigarette). Il dolore psicologico non è gestibile. Inconsciamente cerca di spostare il dolore mentale su uno fisico che riesce a controllarlo meglio”.

E la depressione adolescenziale?

“Può risultare difficile riconoscerla e così le richieste degli adolescenti. Hanno bisogno di stare da soli specie nella propria camera. E’ simile all’isolamento sociale (ore passate nella propria camera leggendo, giocando con i videogiochi e navigando sui social), ma i campanelli d’allarme sono diversi: alterazione del sonno, dell’appetito, scarso rendimento scolastico, calo d’energia”. Poi l’attenzione si sposta ai disturbi alimentare: anoressia, bulimia, disturbbo da alimentazione incontrollata, obesità. “Fate attenzione: non sono più prettamente femminili”.

E il suo punto sul bullismo?

“Sta diventando sempre più preoccupante, va dai 7 anni all’adolescenza. I bulli non provano empatia e ciò fa sì che non percepiscano il dolore che sta provando la vittima presa di mira. Questa manifestazione di aggressività può essere fisica, verbale o sociale, a scuola, in strada, sui social, o sui canali di messaggistica nel cellulare. Ma è possibile prevenirlo: un ambiente famiglia tranquillo dove il bambino cresca con la consapevolezza del rispetto verso l’altra persona e l’importanza di seguire le regole. Genitori attenti alle ’richieste di attenzione’ dei figli per farli sentire al sicuro senza prevaricare gli altri”.