Può portare a far litigare una coppia e c’è chi proprio non lo sopporta. Sull’andare a dormire con i calzini si potrebbe aprire un dibattito e in alcuni casi è un vero e proprio stigma. Al cospetto di quella che per molti è un’abitudine irrinunciabile, c’è chi ritiene che spenga la passione, chi pensa che non sia igienico e chi antiestetico. Dell’annosa questione si è fatto anche uno studio scientifico che ha portato alla conclusione che indossare le calze può aiutare a dormire meglio. Vediamo perché.

Secondo un articolo intitolato “Why Socks Help You Sleep Better” di Dave Ross, tutto ruota intorno alla temperatura corporea. Normalmente intorno tra i 36 e i 37 °C, di notte questo valore si abbassa fino a un grado o un grado e mezzo. Una diminuzione che è un processo importante del sonno, tanto più rapidamente avviene tanto più rapida tanto maggiore è la velocità nell’addormentarsi.

Per via della loro posizione periferica,  mani e i piedi sono le parti del corpo che disperdono più facilmente il calore. Scaldando queste estremità, si trasmette al cervello il segnale che il corpo ha raggiunto una temperatura adeguata, innescando una vasodilatazione che velocizza il processo di raffreddamento dell’organismo e quindi della capacità di prendere sonno. Se il sistema nervoso percepisce che il nostro corpo è troppo caldo, infatti, dilata i vasi sanguigni ridistribuendo il sangue pompato dal cuore. La vasodilatazione e la vasocostrizione sono i meccanismi attraverso cui la circolazione sanguigna abbassa e alza la temperatura del corpo. 

Lo studio scientifico che viene dalla Corea del Sud

Uno studio pubblicato sul Journal of Physiological Anthropology che arriva dalla Corea del Sud, dove le calze a letto sono  un’abitudine diffusa, ha messo in luce che nel campione analizzato il sonno di chi indossava le calze era più lungo di oltre 30 minuti, e il numero di volte in cui si svegliava 7,5 volte inferiore. insomma, non resta che provare se tenere i piedi al caldo può regalarci un sonno rapido e di qualità.