Le infezioni da Escherichia Coli sono spesso provocate dal consumo di alimenti crudi, come frutta, verdura, carne e latte non pastorizzato. Tuttavia, da una nuova ricerca, condotta dai ricercatori dell’Università dell’Anglia Orientale, emerge che la scarsa igiene in bagno esporrebbe a un rischio di infezione maggiore rispetto all’ingestione di cibi non cotti. Nel corso dello studio, gli esperti si sono concentrati su un particolare ceppo di E.Coli che produce un enzima, noto come Extended Spectrum Beta-Lactamase (ESBL), in grado di renderlo resistente agli antibiotici.

I ricercatori hanno estratto il genoma del ceppo di Escherichia Coli in grado di produrre l’enzima ESBL da dei campioni di sangue e feci prelevati dagli esseri umani, oltre che da varie tipologie di carne (manzo, maiale e pollo) e da frutta e verdure. L’analisi ha permesso di notare la presenza del ceppo ST131 nella maggior parte dei campioni biologici umani, ma non in quelli di origine animale. Questo dato ha permesso ai ricercatori di stabilire che non lavarsi le mani dopo essere stati in bagno espone a un rischio di infezione da Escherichia Coli maggiore rispetto a quello associato al consumo di cibi crudi. David Livermore, l’autore dello studio, spiega che una corretta igiene personale può aiutare a ridurre il rischio di infezione e che è particolarmente importante per le persone anziane, nelle quali può determinare lo sviluppo di una grave forma di insufficienza renale (la sindrome emolitica uremica).

I batteri resistenti agli antibiotici
Parlando dei risultati della ricerca, il professor Neil Woodford, della Public Health England, spiega che per affrontare il problema dei batteri resistenti agli antibiotici non basta evitare di prescrivere questi farmaci quando non strettamente necessario, ma è necessario anche ridurre il numero di infezioni. Per raggiungere questo obiettivo è importante promuovere l’importanza di una corretta igiene delle mani e migliorare il trattamento delle infezioni del tratto urinario.

I primi sintomi si manifestano solitamente nelle 12-60 ore successive al contagio, anche se possono verificarsi dei periodi di incubazione lunghi 3-5 giorni. Inizialmente l’infezione è caratterizzata da una leggera diarrea non emorragica, talvolta accompagnata da dolori addominali e febbre. L’intensità della diarrea incrementa nelle successive 24-48 ore e resta costante per 4-10 giorni. In questa fase il disturbo è spesso accompagnato da perdite di sangue, forti dolori addominali e una lieve disidratazione. Solitamente la febbre è assente.

La prevenzione
In assenza di farmaci in grado di proteggere dall’infezione da Escherichia Coli, è necessario adottare degli specifici comportamenti per evitare il contagio. È fondamentale, in primo luogo, evitare il consumo dei cibi a rischio, come la carne cruda o poco cotta, il latte non pastorizzato e i succhi di frutta non pastorizzati. Prima di ingerire qualsiasi alimento crudo è opportuno lavarlo con la massima accuratezza. Anche utilizzare dei contenitori separati per ogni cibo rappresenta un utile accorgimento. Dopo aver cucinato della carne, è necessario lavare con acqua calda e sapone tutti gli utensili da cucina utilizzati nel corso della preparazione. Anche l’igiene delle mani è importantissima: è fondamentale lavarle prima di cucinare, dopo aver cambiato dei pannolini e in seguito al contatto con ogni animale.