Debris and destroyed buildings from can be seen in this aerial photograph over the Praia Nova neighbourhood in Beira on April 1, 2019. - Cyclone Idai hit the Mozambican coast earlier this month, devastating the port city of Beira and killing at least 700 people in Mozambique, Zimbabwe and Malawi. Cholera has infected at least 1,052 people in Mozambique's cyclone-hit region, the health ministry said in a new report on April 1, marking a massive increase from 139 cases reported four days ago. (Photo by Guillem Sartorio / AFP)

Il 14 e 15 marzo, il Cyclone Idai ha attraversato l’Africa meridionale, lasciando dietro di sé una scia di morte e distruzione. Alla velocità di 170 km orari, la tromba d’aria ha distrutto case, pascoli e campi coltivati, reti idriche e fognarie. Adesso la nuova emergenza è la diffusione del colera.

A lanciare l’allarme è Oxfam: È necessario intervenire tempestivamente per contrastare la diffusione del colera che in Mozambico ha già contagiato più di 1000 persone, con epicentro a Beira. Per far fronte all’emergenza, Oxfam ha portato acqua sicura a più di 8.000 persone con autocisterne e costruendo punti di raccolta. Mentre siamo già al lavoro per formare la popolazione sulle norme igieniche per evitare di contrarre la malattia, stamattina sono arrivate a Beira 38 tonnellate di acqua pulita e materiali igienico-sanitari, trasportate nei giorni scorsi in areo dal magazzino di Oxfam in Gran Bretagna.

Al momento l’appello delle Nazioni Unite per 281milioni di dollari è finanziato solo per il 17%. “Tutta l’acqua in quest’area è potenzialmente contaminata perché le inondazioni hanno distrutto reti idriche e fognarie – spiega il coordinatore umanitario di Oxfam Italia, Riccardo Sansone – Facciamo appello alla solidarietà di ciascuno per raggiungere il maggior numero di persone possibile”